lapide commemorativa, elemento d'insieme - ambito piemontese (sec. XVII)

lapide commemorativa,

la lapide è murata nella parete sinistra della navata meridionale della cattedrale, a lato della scalinata che conduce al deambulatorio. di forma rettangolare, è delimitata superiormente da una cornice a più listelli e reca un'iscrizione latina incisa a grandi caratteri non molto eleganti; al di sotto è un motivo decorativo costituito da una foglia a tre lobi frastagliati da cui si dipartono simmetrici girali vegetali

  • OGGETTO lapide commemorativa
  • MATERIA E TECNICA marmo bianco/ incisione
  • AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Ivrea (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE ricorda il vescovo eporediese Giuseppe Filiberto dei marchesi di Ceva, che resse la diocesi dal 1614 al 1633 e fu priore di San Begnigno di Cuneo nonchè grande elemosiniere dei duchi Carlo Emanuele e Vittorio Amedeo di Savoia (C. Benedetto, I vescovi d'Ivrea, Torino 1942, pp. 72-73). Mons. di Ceva, oltre a riordinare l'Archivio Vescovile, fece ridecorare tra il 1616 e il 1621 con pitture, quadri e stucchi la Cappella di San Giacomo, detta anche di San Tegolo in Cattedrale (G. Benvenuti, Istoria dell'antica città di Ivrea, manoscritto fine sec. XVIII, pubblicato col titolo Storia di Ivrea, Ivrea 1976, p. 569). Purtroppo tale decoraizone non ci è pervenuta in quanto la Cappella, assai danneggiata dall'umidità, venne sospesa da Mons. di Villa nel 1743 e fu poi demolita nel 1846 per costruirvi l'attuale sala del Capitolo (G. Boggio, Il Duomo d'Ivrea, Ivrea 1926, p. 180). Proprio nella cappellla di San Tegolo, e precisamente a lato dell'altare di San Bartolomeo, ebbe sepoltura Mons. di Ceva, come è attestato dagli (Atti della Visita Pastorale di Mons. Ottaviano Asinari, 1650, f. 657); il suddetto vescovo infatti afferma: "Hine inde ad dictam capellam S.ti Bartholomei laterales sunt dune ediculae, seu nicie, in quarum una videlicet illa, qua est proxima ostio cappella sepultus fiut oadaver quondam Ill.mi et Rev.mi D.mo Ep. Ceva". Mons. Asinari tuttavia non descrive il sepolcro, nè fa cenno del busto o della lapide commemorativa del suo predecessore che rimasero in loco fino al 1846, anno in cui, demolita l'antica cappella di San Tegolo, furono rimossi e collocati poco lontano, lateralmente alla scala che conduce al deambulatorio dove appunto attualmente si trovano
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100033808-1
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 1984
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
  • ISCRIZIONI al centro - D O M/ IOSEPHO EX MARCHIONIBUS CEVAE/ CIVI CVNEENSI/ IN EA PROVIN OLIM PRIORI S BENIGNI/ CAROLI EM I ET VICT AMED SAB DVCVM MAGNO ELEEMOSINARI/ AB ANNO MDCXIV AD MDCXXXIII JPORED EPISCOPO/ ET COMITE/ GENERE MORIBVS GESTIS CLARISS.O/ LVD: ANT VITALIS CEVA PRONEPOS/ EX MARCH CEVAE ET EX COMIT GENOLIAE UT NE MINVS TANTO PRAESVLI EXTRA PATRIAM DEFERRET/ QVAM IN AVITO SACELLO PHILIBERTO PATRI ET ANDREAE FRATRI/ CVNEI ADIECTAEQVE PROVINCIAE GVBERNATORIBVS/ HOC PARIS OBSERVANTIAE SVAE MONVM/ PONEBAT - lettere capitali - a incisione - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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