Figura maschile con animale

capitello di colonna, 1150 - 1199

Su ognuna delle quattro facce del capitello è raffigurata una fiera, affrontata a coppie, dietro la quale un uomo barbuto, descritto frontalmente dalla vita in su, posa le mani sul dorso dell'animale. Ogni angolo è arricchito superiormente da una volta

  • OGGETTO capitello di colonna
  • MATERIA E TECNICA pietra/ scultura
  • AMBITO CULTURALE Bottega Liguro-lombarda
  • LOCALIZZAZIONE Gavi (AL)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'originale alternanza fra capitelli figurati e a foglie si è parzialmente perduta a causa del rimaneggiamento di quelli della III e IV colonna sinistra. E' databile, come l'edificio, in anni prossimi e non posteriori al 1172. Il manufatto, nelle fattezze dei volti e delle teste e dei torsi degli animali, è accostabile a quello della II colonna sinistra, del quale, però, non condivide l'accentuata utilizzazione di riccioli. L'animale, provvisto di coda, è forse identificabile in una iena. Al di là di particolarità che distinguono le singole personalità di lapicidi attivi nello stesso cantiere, ciò che uniforma la serie dei capitelli figurati è la stilizzazione degli animali che appaiono quasi sospesi, con un'accentuata descrizioned ei muscoli, delle nervature e delole zampe unghiate, nella evidente ricerca di esprimere l'aspetto feroce e selvaggio. Sono caratteristiche che si ritrovano in altre opere in stretta relazione con il cantiere di Gavi, come il lato destro del fregio del portale di S. Gottardo del Duomo di Genova (C. DI FABIO, I portali romanici della catetdrale di Genova, in "Bollettino d'Arte", 1981, pp. 82-122) e la lunetta del portale della chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Castelnuovo Scrivia (G. PISTARINO, A. FUMAGALLI, Dalla pieve alla cattedrale nel territorio di Alessandria, s. l., 1978, fig. 110). Le stesse caratteristiche, per le quali qualche precedente è rintracciabile nella Chiesa pavese di S. Michele (R. JULLIAN, Les sculptures romans de l'Italie septentrinaler, Vanoest, 1952, tav. XXIV, fig. 5), avvalorano l'ipotesi di contatti forse non mediati con opere tolesane e della Spagna settentrionale (A. KINGSLEY PORTER, Romanesque sculpure of the pilgrimage road, New York 1966, 3 voll., in particolare i capitoli Aquitaine, Catalonia e Aregona, Castiglia Asturia e Galizia). Il programma iconografico della serie di capitoli figurati è impostato sulla superiorità e sul controllo da parte dell'uomo di fede sul male, identrificato negli animali fantastici e feroci. Il capitello fu oggetto di una pulitura dello scialbo che li ricopriva, voluta dal Parroco De Negro (1832-1884, cfr. S. VARNI, in "Michelangelo", 1855). I capitelli sono inoltre mezinati da Sartore (F. SARTORE, Storia popolare di Gavi Ligure, Genova 1934, pp. 169), Ceschi (C. CESCHI, Arte romanica nella valli di Arquata, in Arquata e le vie dell'oltregiogo, Torino 1959, pp. 231-237), da Pistone (M. PISTONE, La chiesa di S. Giacomo", in "Millrenario di Gavi", Gavi 1972, p. 13) e da Pistarino e Fumagalli (G. PISTARINO, A. FUMAGALLI, Dalla pieve alla cattedrale nel territorio di Alessandria, s. l., 1978, pp. 149-150, fig. 124) e da Mariana e Manzitti (G. MERIANA, C. MANZITTI, Le valli del Lemma, dello Stura e dell'Orba, Genova 1975, fig. 45)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100027562
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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