lapide tombale, opera isolata - bottega lombardo-piemontese (sec. XV, sec. XVI)

lapide tombale, 1400 - 1499

La lastra tombale è costituita da uno specchio incavato, contornato da cornice mistilinea rettangolare ad angoli arrotondati, con due anelli in ferro sui lati brevi, che lateralmente due putti alati abbozzati a bassorilievo fingono di sorreggere. Sul supporto in muratura e sul bordo della lastra restano tracce di decorazione vegetale stilizzata in rosso

  • OGGETTO lapide tombale
  • MATERIA E TECNICA FERRO
    pietra/ scultura/ incisione/ pittura
  • AMBITO CULTURALE Bottega Lombardo-piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Trino (VC)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La datazione della lastra tombale, apparentemente coerente con i primi secoli d.C., diviene dubbia per il sospetto di un'esecuzione imitativa, da riferirsi piuttosto all'età rinascimentale, forse tendente ad avvalorare la leggenda che la identifica con il sepolcro di una regina. L'opera denuncia successivi interventi di rielaborazione e di esecuzione approssimativa che rende incerta la datazione. La tradizione orale risulta suffragata da testimonianze documentarie risalenti al XVII secolo. Una "ricognizione del sepolcro della Regina Impos" del 18 agosto 1670 ne indica la collocazione "in alto nella Cappella Maggiore della chiesa" (Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, mazzo III). Un'interessante descrizione della leggenda della sepoltura della regina è ancora databile alla seconda metà del XVII secolo (Archivio di Stato di Torino, Sezione 1, mazzo VI, n. 51). I "testimoniali di visita" del 15 maggio 1703 ci informano che il priore P.G. Raynoldi, intendendo rendere in "miglior stato" l'altare maggiore, decide il trasporto del sepolcro "che dicesi di una regina, collocato nel Sancta Sanctorum...sostenuto da due colonne" e coperto con un'altra pietra bianca simile, "con puttino per caduna estremità che sostentano un piccolo lavoro intagliato nel quale è scolpita la scritta (citata)...ed essendosi...infissi due anelli...nel muro del terzo arco della nave laterale a cornu evangelii (fu trasportata)" (Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, mazzo III). La leggenda, ripresa da Irico, interessa a più riprese la letteratura ottocentesca, come riferisce Sincero, che indica la collocazione della pietra tombale nel battistero, più tardi registrata anche da Negri (IRICO G.A., Rerum Patriae Libri Tres, Mediolani 1745; SINCERO C., Trino, i suoi tipografi e l'abbazia di Lucedio, Torino 1897, pp. 209-210 e 229-230; NEGRI F., Il Beato Oglerio nella storia e nell'arte di Trino e di Lucedio, Casale Monferrato 1914, pp. 52-53)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100024381
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 1980
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • ISCRIZIONI D M/ METTIAE/ VALERIANAE/ RE - lettere capitali - a incisione - latino
  • LICENZA CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - 1400 - 1499

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE