Cartello (Cartello palermitano, RAPPRESENTAZIONI/ PROFANE)
XX secolo seconda metà
Cartello palrermitano
- OGGETTO cartello palermitano
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MISURE
Misura del bene culturale 1900389505: 173 x 163 cm
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CLASSIFICAZIONE
RAPPRESENTAZIONI/ PROFANE
- AMBITO CULTURALE Ambito Palermitano
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ATTRIBUZIONI
CANINO GASPARE
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ALTRE ATTRIBUZIONI
CANINO GASPARE
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Collezione Museo internazionale delle marionette A. Pasqualino
- LOCALIZZAZIONE Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino
- INDIRIZZO Piazzetta Antonio Pasqualino, 5, Palermo (PA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE a) I cattivi fratelli di Carlotto, Lanfroi e Olderigi, uccidono nel sonno il padre, Re Pipino. Il primo riquadro, o scacco, rappresenta la stanza da letto di Pipino. Il letto è sistemato nell'angolo superiore destro, sotto un baldacchino azzurro bordato d'oro. I due fratelli stanno pugnalando il padre. Dietro il baldacchino, a sinistra, il piccolo Carlotto assiste, non visto, alla scena. A destra sono visibili una consolle con specchio e due quadretti e una porta, La parete e il pavimento sono color mattone (Mattini, A., 1957, libro VI, cap. XVII; Lodico, G., 1902, vol.I, cap. I). b) Carlotto fugge in Spagna sotto il nome di Mainetto col suo balio Morando di Riviera, che ha assunto il nome di Ragonese. Si impiegano come trincianti di tavola presso il re Galafro, facendosi benvolere. La figlia del re, Galerana, s'innamora di Carlotto - Mainetto. Dopo svariati accadimenti, Mainetto uccide Polinoro, potente nemico del re Galafro. Il secondo scacco rappresenta il loro duello. La scena si svolge sotto le mura di Saragozza. A sinistra, Carlotto (veste rossa e il giglio di Francia sull'armatura e sullo scudo, caduto a terra dietro di lui): egli sta tagliando la gola a Polinoro (mezza luna sullo scudo e sull'armatura, pantaloni alla zuava bianchi con strisce rosse). Dietro, nell'angolo superiore destro, davanti all’accampamento saraceno, assistono al duello il re Galafro e i tre fratelli di Galerana, Marsilio, Bulugante e Falserone (Mattini, A., 1957, libro VI, cap. XIX; Lodico G., 1902, vol. I., capp. II e III). c) Nel terzo scacco assistiamo al duello con Bramante, venuto in Spagna per prendere in sposa Galerana. II duello si svolge in una radura: si vedono alberi negli angoli superiori, mentre i due contendenti si scontrano al centro del quadro. Carlotto, visto da dietro, ha già ferito a morte il nemico e si vede il sangue che scorre. Bramante è re di corona: si vede dall'insegna dell'armatura e dal fatto che porta un mantello rosso bordato giallo oro. Il suo elmo e lo scudo con la mezza luna sono già caduti sul prato (Lodico, G., 1902, vol. I, cap. IV). d) In seguito, Mainetto stringe amicizia con Uggiero il Danese, figlio del potente Gualfrediano. Avendo sentito che i fratelli di Galerana vogliono uccidere Mainetto, Uggiero gli racconta tutto. Carlotto, Morando, Galerana e Uggiero decidono di fuggire. I fratelli di Galerana li raggiungono e si combatte sopra un ponte. Per non uccidere i fratelli di Galerana, Carlo li butta nel fiume. Nella raffigurazione di questa scena si vede la riva del fiume, attraversato da un ponte costruito con mattoni. Nel fiume ci sono già due dei fratelli spagnoli, mentre sulla sponda vediamo Uggiero il danese (stella cometa sulla corazza, gonna verde scuro con passamaneria rossa bordata di giallo) che sta per scaraventare il terzo fratello (pantaloni e maniche rosse con strisce gialle, stivali e guanti gialli) nelle gelide acque del fiume. In terra si vede il cappello dello spagnolo e lo scudo di Uggiero. Sul ponte si vede Galerana, festante tra Ragonese e Carlotto. Una borsa gialla sta cadendo dal ponte. Il paesaggio è simile a quello del quadro precedente, anzi il bosco nell'angolo sinistro in alto sembra quasi la continuazione di quello dello scacco suddetto. Dietro il ponte si vedono palmizi (Lodico, G., 1902, vol. 1, cap. V). e) Carlo si rifugia da Papa Adriano e col suo aiuto mette su un esercito e sostiene una battaglia sotto le mura di Parigi, dove uccide il suo fratellastro Lanfroi: Il quadro mostra le mura di Parigi con schiere di soldati ai due lati. In primo piano, scena di battaglia campale: vengono trucidati i Maganzesi, riconoscibili dalla M sugli scudi. Milone, figlio di Bernardo di Chiaramonte e futuro padre di Orlando, è qui riconoscibile dalla croce inquartata su corazza e scudo (Lodico, G., 1902, vol. I, cap. V). f) In seguito, Carlo conquista il palazzo uccidendo l'altro fratellastro Olderigi. La scena ha luogo nella sala del trono, posto a sinistra sotto un baldacchino rosso. Carlo, già con una corona d'alloro in testa e il mantello rosso regale, ferisce a morte Olderigi (senza elmo e con una gonna celeste): si vede una scia di sangue sul pavimento grigio. Milone lo indica; dietro, una fila di cavalieri cristiani assiste alla scena, mentre a destra Uggiero il danese (gonna azzurra) esulta. L'iscrizione sul cartello è fuorviante, perché non c'è una rappresentazione dell'incoronazione (Lodico, G., 1902, vol., I, cap. VI). g) Gli ultimi due scacchi riguardano la storia di Berta (sorella di Carlo Magno) e Milone. I due si amano segretamente e Berta rimane incinta. Vengono scoperti, Carlo s'infuria e li vuole uccidere, ma i due fuggono. Lo scacco rappresenta una strada a Parigi: si vede in primo piano a sinistra un balcone, dal quale Carlo Magno e il traditore Gano di Magonza indicano i fuggiaschi. In primo piano, c'è Milone su un cavallo bianco con Berta in groppa: Milone, passando al galoppo, fa strage di Magonzesi (Lodico, G., 1902, vol. I, cap. VIII). h) Arrivano a Roma da Papa Adriano, che li mette in prigione per proteggerli. L'ultimo scacco rappresenta Berta e Milone in catene. Gano pretende che siano uccisi e Papa Adriano assicura che ci penserà lui: per ora si mettano in prigione. Il Papa (vestito bianco, tiara, una stola rossa e una grande croce al collo) si trova nella parte destra del quadro, davanti a una schiera di cavalieri cristiani, mentre Gano (gonna nera) si trova a sinistra con tre cavalieri Magonzesi (Lodico, G., 1902, vol. I, cap. IX)
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici materiali
- FUNZIONE E MODALITÀ D'USO Il cartello era usato per annunciare, attraverso scene significative, lo spettacolo che sarebbe andato in scena la seraI cartelli dell'opera dei pupi erano cartelloni pubblicitari che informavano il pubblico del contenuto della serata. I cartelli palermitani venivano dipinti dai pupari stessi o da artigiani specializzati che lavoravano per i pupari, sono dipinti a tempera su tela, e sono inchiodati su due bastoni ai quali si arrotolano per conservarli. Ogni cartello aveva un numero variabile di riquadri, ma più comunemente erano otto. Un cartellino con scritto "oggi" veniva spostato di giorno in giorno da un riquadro all'altro e un riassunto della serata, veniva applicato con spilli sulla parte del cartello le cui scene non riguardavano lo spettacolo della serata. Generalmente ogni scacco indicava il punto culminante della storia di una singola serata, pertanto ogni cartello si riferisce a una parte molto lunga dell'intera storia
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900389505
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
- ENTE SCHEDATORE Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari
- DATA DI COMPILAZIONE 2026
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0