Palazzo Antonelli Dragonetti De Torres

L'Aquila, - 1752

I primi proprietari del palazzo furono gli "Antonelli". In seguito l’edificio fu donato ai "De Torres" e quindi ai "Dragonetti" con la clausola di aggiungere al cognome "Dragonetti" il cognome "De Torres". Fa parte di un aggregato insieme al Palazzo Rivera; l’aggregato è funzionalmente suddiviso in due unità separate corrispondenti alle rispettive proprietà. Dal punto di vista strutturale le due porzioni dell’aggregato interagiscono tra loro sia nei confronti dei carichi verticali, sia nei confronti delle azioni orizzontali. Palazzo Dragonetti de Torres è delimitato da Via Monteluco, Via del Seminario e Via Roio; conserva la forte impronta della struttura settecentesca e si pone come uno dei migliori esempi dell’architettura civile aquilana degli anni seguiti alle distruzioni del 1703. Si sviluppa su quattro livelli: un piano seminterrato e tre piani fuori terra. Il piano seminterrato non occupa tutta la superficie dei piani superiori, ha ambienti voltati in laterizio posti a coltello e due corpi scala che conducono ai cortili. Gli ambienti del piano terra sono destinati a uffici pubblici, archivi, locali tecnici, e blocchi destinati a servizi; tutti gli ambienti sono voltati con laterizi posti di taglio e si distinguono in volte a crociera, a schifo o a botte; alcuni ambienti presentano solai in latero-cemento. Le pavimentazioni dei cortili sono prevalentemente in elementi lapidei, in pietra calcarea, in acciottolato o in lastre di pietra. Lungo Via Roio sono distribuiti i tre accessi principali al Palazzo: quelli laterali conducono a due cortili da cui partono i relativi corpi scale che conducono al piano superiore; l'ingresso centrale, incorniciato da un portale risalente intorno al 1850, conduce ad un vano cieco e quasi isolato dal resto del palazzo stesso. A Sud, lungo Via Monteluco, è situato un altro ingresso che attraverso un androne conduce ad altri cortili dove si estende un grande giardino; attorno ai due cortili si è formata la parte cinquecentesca del Palazzo, in particolare, su uno dei lati del giardino, si sviluppa il porticato caratterizzato da volte a crociera e colonne in pietra sormontate da capitelli corinzi. Lungo Via del Seminario, a Est, vi è un accesso secondario che conduce ad un altro cortile intorno al quale si sviluppano locali tecnici e ambienti secondari o destinati ad archivio. Il primo piano del Palazzo è costituito da ambienti con solai in acciaio e laterizio e ambienti voltati, alcuni con laterizi posti di taglio o di piatto, altri con la tecnica dell'incannucciata. I saloni di rappresentanza sono ambienti voltati che prospettano sul fronte Nord del Palazzo, lungo Via Roio e hanno soffitti affrescati con decorazioni plastiche in stucco e pavimentazioni di pregio in cotto antico. Il secondo e ultimo livello si sviluppa sulla sola porzione Nord dell'edificio corrispondente al fronte che prospetta su Via Roio; presenta ambienti con controsoffitti ed è destinato ad uffici. La muratura risulta essere composta principalmente da blocchi di pietra calcarea con elementi di forma e dimensioni irregolari mista a scaglie di pietra, laterizi e detriti vari in matrice di malta calcarea e sabbia. Solo localmente si riscontrano ricorsi di mattoni pieni in laterizio oppure murature costituite da muratura di mattoni pieni e malta di calce. Il fronte principale del Palazzo è quello che prospetta su Via Roio ed è quello che meglio rappresenta l'architettura di quel tempo: le aperture corrispondenti al piano nobile sono predominanti rispetto alle altre e caratterizzate da grandi timpani che si alternano in forme triangolari e curvilinee; le aperture corrispondenti al piano terra e al secondo piano, sono, invece, semplicemente inquadrate da cornici in pietra o in stucco. Le mensole che sorreggono i davanzali, ripetono, per forma e dimensioni, quelle poste a sorreggere gli sbalzanti timpani del piano nobile. Spicca l’asse centrale caratterizzato dall’elemento portale-balcone; Il portale arcuato ha paraste laterali modanate da mensole a volute e trabeazione modanata che servono a sorreggere l’aggettante balcone con balaustra con colonnine in pietra. La porta- finestra centrale è sormontata dal fastigio del grande stemma emergente dal timpano spezzato e curvilineo decisamente baroccheggiante; anch’essa con paraste laterali modanate sormontate da metope e decorazioni ad ovoli e da trabeazione piana modanata. Anche gli altri due portali, architravati, sono sormontati da un balcone meno aggettante e con parapetto in ferro battuto; ai lati dei portali paraste lisce, metope con decorazione ad ovoli, trabeazione modanata piana. Piuttosto contenuto, rispetto alla massa che è chiamato a coronare, è il cornicione modanato che si vale di mensolette decorate con motivi floreali e mascheroni. La facciata lungo Via del Seminario si presenta piuttosto disomogenea composta da corpi di fabbrica con altezze e aperture differenti: al fronte dal carattere regolare che rigira dal prospetto di Via Roio si affianca un nucleo edilizio più basso, dove le aperture sono distribuite con ordine sparso e che riflettono all'interno ambienti con destinazioni di servizio. Anche dal punto di vista delle superfici c'è una contrapposizione tra murature intonacate del fronte settecentesco e la muratura lasciata a vista del blocco affiancato. Discorso analogo è per il prospetto su Via Monteluco il cui fronte è composto da una parte in muratura intonacata con aperture poco significative, eccetto l'antico ingresso, e una parte in muratura a vista che costituisce il muro di recinzione del giardino interno

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