Palazzo Marinacci

L'Aquila, 1890

Il palazzo ha un impianto ad U con una corte interna aperta su un lato e si sviluppa su quattro piani di cui uno parzialmente interrato; di conseguenza sul retro, verso la corte i piani diventano quattro fuori terra. Presenta un solo ingresso su via XX Settembre attraverso il quale ci s’immette in un androne coperto da volta a botte, con vani sul lato destro e sinistro di accesso ai locali del piano terra, adibiti essenzialmente ad uffici. L’androne giunge ad un piccolo atrio che conduce al cortile mentre ai suoi lati, destro e sinistro, trovano sviluppo le scale, una delle quali a rampa unica voltata, che conduce al piano primo del palazzo. Il piano terra è occupato da una serie di locali destinati ad uffici e abitazione. Il maestoso fronte principale su via XX Settembre è suddiviso in quattro registri orizzontali che riflettono la gerarchia interna dei quattro livelli grazie alla presenza di sporgenti cornici marcapiano, mentre è privo di una vera ripartizione verticale; presenta tuttavia una perfetta simmetria rispetto ad un asse ideale lungo il portale ad arco a tutto sesto con cornice strombata e incorniciato da due lesene poco sporgenti e lisce, sormontato da un balcone balaustrato fortemente aggettante. Il primo registro si compone di un piano di zoccolo liscio a tre elementi delimitato inferiormente e superiormente de un cornicione aggettante, che costituisce anche il davanzale delle basse finestre del piano terra. Il piano terra con rivestimento a bugnato rustico finto, è realizzato con un composto a base di malta trattato ad imitazione della pietra serena, è animato da quattro archi ciechi, all’interno delle quali si trovano altrettante finestre archivoltate con cornice strombata. Le specchiature sottostanti sono sottolineate da un coronamento di cornici spezzate in corrispondenza degli architravi delle finestre del piano terra. Il piano nobile ha un rivestimento ad intonaco fugato e presenta alte finestre con cornici a timpano triangolare; hanno un parapetto poco sporgente balaustrato sorretto da volute limitato alla sola larghezza della finestra ai lati del quale ci sono due lesene. Il balcone centrale, in corrispondenza del portale di accesso, è invece fortemente aggettante. Infine, le finestre del quarto piano sono rettangolari, intervallate da sei fasce che riprendono il decoro del bugnato al centro delle quali vi sono sei Erme. Sopra di esse si trova il coronamento ad architrave su cui è impostata una spessa cornice con rinascimentale motivo a dentelli e un tetto spiovente poggiante su mensole a volute. L’intera facciata è ulteriormente incorniciata da cantonali anch’essi a bugne smussate e sporgenti rispetto alla muratura per creare ulteriori effetti chiaroscurali. Il prospetto retrostante non riprende alcuno dei motivi del fronte principale, ma al contrario presenta una configurazione molto semplificata. La struttura principale è in muratura portante di pietrame con pezza di conci lapidei arrotondati. Numerose sono le parti in laterizio, molto diffusi ad esempio per la costruzione dei divisori interni di modesto spessore. Gli orizzontamenti del piano interrato sono volte in foglio; al piano terra, primo e secondo solai in ferro e laterizio; copertura in legno e tavolato. Le architravature sono prevalentemente in laterizio con piattabanda costruita su tavola lignea. Le scale sono in ferro e laterizio ancorate alle murature perimetrali

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