Villa Giacomelli con parco

Pradamano, 1852

La villa nacque come residenza di campagna, con un corpo centrale su tre piani destinato ad abitazione e ali laterali minori adibite ad annessi agricoli. All’aspetto semplice della facciata rivolta verso la piazza, con un alto basamento bugnato, marcapiani e ordini di aperture arcuate, fa da contrappunto la grandiosità del fronte meridionale, arricchito da un esteso bassorilievo con scene agresti, che al centro si protende verso il giardino. L’accesso avviene mediante i due portali centinati che separano il corpo principale dalle ali laterali delle barchesse. La villa padronale ha una pianta quadrata piuttosto complessa e articolata; l’elemento di maggiore interesse è il salone centrale a doppia altezza, con altana e specola; la sala è affrescata dalla mano di Giuseppe Malignani. La facciata verso il giardino è caratterizzata da un piano terra a bugnato che contiene piccole finestrelle semicircolari mentre i livelli superiori mostrano la tradizionale disposizione simmetrica delle aperture con interassi decrescenti a mano a mano che ci si avvicina all’asse centrale distributivo. Le lunghe ali laterali, più basse rispetto al nucleo centrale, sono raccordate al corpo padronale tramite la continuità delle fasce marcapiano e del cornicione. L’ultimo livello, che un tempo ospitava i sottotetti e i granai, è segnalato in facciata da piccole finestrelle circolari bordate da semplici cornici in pietra. L’interno, con ampi scaloni che salgono al piano superiore, presenta gruppi scultorei e calchi in gesso di A. Canova distribuiti ovunque; le sale sono ricche di mobili, tele e suppellettili di pregio. Molti degli arredi originari vennero dispersi o addirittura bruciati durante le due guerre mondiali. La villa è stata attrezzata per ospitare convegni, banchetti e cerimonie

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