Marzamemi II S0311 (giacimento subacqueo carico di materiali di bordo)

Pachino, 501 - 600

Nel sito erano presenti numerosi elementi architettonici. Colonne, basi, capitelli corinzi a grandi foglie d'acanto, pilastri e pilastrini, frammenti di balaustre, parti di un ambone: alcuni frammenti di plutei con, al centro, una corona stilizzata a doppia cornice circolare col monogramma cristologico con croce a sei bracci. Sono stati rinvenuti anche chiodi di ferro dell'imbarcazione. Sono state rinvenute numerose anfore e vasellame di bordo. I reperti sono stati recuperati per ragioni di salvaguardia e studio

  • OGGETTO giacimento subacqueo carico di materiali di bordo
  • AMBITO CULTURALE Architettura Paleocristiana
  • LOCALIZZAZIONE Pachino (SR) - Sicilia , ITALIA
  • INDIRIZZO via Marzamemi, Pachino (SR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE "Il luogo di ritrovamento è stato identificato negli anni '60. Nell'ottobre del 1960 il Conte Pietro Gargallo e l'archeologo tedesco Gerhard Kapitän identificano, sul fondale sabbioso, alcuni frammenti di lastre e di colonne. Vengono prelevati tre frammenti di una lastra a cornice scanalata. L'archeologo e storico John Ward-Perkins riconobbe il parapetto delle gradinate di un ambone paleocristiano in porfido verde antico forse proveniente da Atrax vicino a Larissa. Nel 1961 continuano le ricerche programmando uno scavo sotto la sabbia. Nel 1965 sono catalogati 570 reperti fra cui parti dell'ambone, plutei, frammenti ceramici, basi di colonne, pilastrini di recinzione, due capitelli con marchio dell'officina, un saggiavino. Fra il 1965 e il 1966 Kapitan compone l'ambone." (Kapitan G. Elementi architettonici per una basilica dal relitto navale del VI secolo di Marzamemi, 1980). Nell'agosto 2006, dopo 4 anni di indagini con immersioni dirette, viene localizzato il sito della chiesa bizantina, la cui posizione esatta era andata perduta. (archivio Soprintendenza del Mare, faldone 414) "Fra il 2013 e il 2019 sono effettuati ulteriori scavi allargando l'area d'indagine anche sotto le rocce e i detriti che nel tempo hanno coperto il relitto. Oltre ad ulteriori materiali marmorei sono state ritrovate anfore di diverse tipologie e provenienza." Vengono recuperati anche reperti facenti parte della dotazione di bordo
  • TIPOLOGIA SCHEDA Siti archeologici
  • INTERPRETAZIONE "I ritrovamenti fanno supporre la presenza di un relitto di notevoli dimensioni con un carico di elementi architettonici destinati alla costruzione di una basilica ed in particolare del suo ambone o pulpito di epoca bizantina. Appare probabile che la nave fosse partita dalla costa occidentale dell'Anatolia non lontano da Costantinopoli, avesse caricato l'ambone in Grecia per poi fare rotta verso l'Occidente. La destinazione finale potrebbe essere stata la Sicilia ma anche il nord Africa. (S. Tusa, Arte e storia dei mari di Sicilia, 2010) Probabilmente la nave naufragò a causa dei bassi fondali: l'area ampia in cui sono stati ritrovati i reperti fa supporre eventi traumatici quali l'urto al momento del naufragio e l'azione violenta delle mareggiate nel corso dei secoli. Il carico di elementi architettonici e decorativi prefabbricati ha fatto sì che il relitto assumesse un posto speciale nei dibattiti sul commercio di materiali da costruzione su larga scala per l’edificazione di monumenti a supporto delle strategie di propaganda dell’Impero. I pannelli dalla forma trapezoidale, le colonne e una massiccia piattaforma, quest’ultima l’elemento più pesante del carico, erano stati progettati per comporre un elaborato ambone a doppia rampa. Questi elementi in breccia verde proveniente dalle cave di Larissa, nella Grecia settentrionale, si uniscono a lastre in marmo grigio chiaro recanti un Christogram e croci latine in rilievo destinati alla realizzazione di un basso presbiterio. La stragrande maggioranza dei frammenti rinvenuti apparteneva a colonne, ai corrispondenti capitelli e alle basi. (S. Tusa, Il relitto della 'Chiesa di Marzamemi', associazionearcheologica nissena.it, 2017). Il materiale e la decorazione della struttura potrebbero richiamare, sebbene su scala ridotta, il famoso ambone installato dall’imperatore Giustiniano nella sua più importante opera architettonica, la basilica di Santa Sofia a Costantinopoli (Leidwanger J. et al. Il “relitto della chiesa” Marzamemi II partenariato di ricerca e studio nel sud-est della Sicilia, in S. Tusa una vita per la cultura, 2021) Data la grande quantità di colonne di grandi dimensioni, si è pensato anche che il carico fosse destinato non alla costruzione di una sola chiesa ma ad un progetto più vasto. Il ritrovamento, inoltre, di pigmenti, di vetri grezzi e di serpentino hanno fatto pensare a dei campioni per la scelta di decorazioni da realizzare in seguito. Dai ritrovamenti, inoltre, si sono tratte informazioni sulla nave, l'equipaggio e il naufragio. Le informazioni sulla vita di bordo di questi marinai mercanti costituiscono un importante aspetto di questo relitto."(Leidwanger J., Sgroi F. Marzamemi II 'Church of wreck' Escavation: 2019 Field Season inArcheologia Maritima Mediterranea 17, Pisa 2020)
  • SPECIFICHE DI REPERIMENTO "Nel 2019 fu portata avanti una campagna che prevedeva la rimozione di rocce e detriti che ostruivano l'accesso ad alcune aree dove furono trovati numerosi reperti fra cui materiali architettonici."
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900384428
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza del Mare (Sicilia)
  • DATA DI COMPILAZIONE 2022
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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