Specchia Castelluzzo o Miano (specchia, struttura di fortificazione)
Specchia Castelluzzo o Miano, nonostante il cattivo stato di conservazione, conserva l’aspetto imponente di una struttura a blocchi megalitici con un diametro di circa 23 metri. Dell’imponente struttura descritta all’inizio del secolo scorso, a sei piani con un’altezza di circa 11 metri, si conservano due cortine sovrapposte raccordate da una rampa ascendente larga m 1.60 che parte dal piano di campagna. Le due cortine sono realizzate a secco con blocchi di calcare di medie e grandi dimensioni, intervallati a pietrame più piccolo e lastrine, materiale posto in opera senza corsi di orizzontamento; la cortina inferiore è visibile per un’altezza di m 1.20, quella superiore raggiunge in alcuni punti un’altezza di m 2.30. Sulla sommità è in parte conservata una torretta aperta alta 1 metro, esternamente circolare e internamente quadrata (m 2x2), con muratura interna costituita da conci più piccoli e squadrati, in contrasto con il resto della costruzione a grandi massi. Lo stato di conservazione e la presenza degli ulivi a ridosso della struttura non consentono un’esaustiva lettura della Specchia. La struttura circolare non insiste direttamente sul Paretone, si trova a nord (ad una distanza di circa 28 metri), con un muretto a secco NS che partendo dal muraglione, attraverso la Specchia e prosegue verso nord, delimitando la suddivisione particellare. A ovest, est e sud sono presenti i resti di tre “specchie” più piccole, dal diametro di circa 10 metri. La specchia è in una posizione strategica per il controllo del territorio; dalla sommità sono infatti visibile i centri abitati di Ceglie, Oria, la litoranea di Brindisi, il territorio di Villa Castelli
- OGGETTO specchia
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MISURE
Altezza: 6 m
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CLASSIFICAZIONE
struttura di fortificazione
- LOCALIZZAZIONE Ceglie Messapica (BR) - Puglia , ITALIA
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La Struttura ricade a ridosso del lungo muraglione a secco comunemente noto come Paretone, in connessione diretta o in prossimità delle specchie La Selva, Facciasquata, Capece, Madonna della Grotta, Talene o Sardella, poste a raggiera intorno all’abitato antico. Della specchia è data segnalazione archeologica nel PUTT/P; è segnalata nella carta archeologica di Ceglie a cura della Soprintendenza. Le prime notizie risalgono al 1905 (C. De Giorgi, "Le Specchie in Terra d’Otranto", in "Rivista Storica Salentina", a. II, nn. 7-8, 11-12, Lecce 1905). C. Teofilato, che dal 1928 al 1932 condusse indagini nel territorio, riconobbe tra il 2° e 3° piano, a ovest, delle celle con aperture rettangolari a secco, ed a nord una cella rettangolare più grande, nonché il rinvenimento di una punta di lancia di lancia di selce locale tra il secondo e il terzo ripiano della Specchia, e altri oggetti litici presso uno dei tre vicini cisternali della contrada (C. Teofilato, Specchia Miano, centro di civiltà primitiva nella Messapia, Almanacco Il Salento, vol. III, Lecce 1929, pp. 57, 281)
- TIPOLOGIA SCHEDA Monumenti archeologici
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600068279
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia della Puglia
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia della Puglia
- DATA DI COMPILAZIONE 2015
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0