Bologna. Palazzo Brugnoli, atrio e cortile interno

negativo, ca 1943/07/24 - ante 1944/03/22
A. Villani & Figli
1932-1970

La lastra originariamente era contenuta in pergamino; tale busta, con iscrizioni e annotazioni, si conserva separatamente

  • OGGETTO negativo
  • SOGGETTO Architetti - Italia - Sec. 17. 18. - Ambito emiliano romagnolo
    Architettura - Seconda Guerra Mondiale - Danni di guerra - 1944
    Emilia Romagna - Bologna - Palazzo Landi ora Brugnoli
    Architettura civile - Palazzi privati - Cortile interno
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO
  • ATTRIBUZIONI A. Villani & Figli: fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Tra il settembre del 1943 e l'aprile del 1945 su Bologna ci furono 41 incursioni aeree che distrussero completamente 1.236 fabbricati, ne danneggiarono seriamente 1.470 e ne lesionarono altri 2.445. Sin dalle prime tragiche ore dopo i nefasti accadimenti, come racconta il soprintendente, si poté iniziare la triste opera di ricognizione dei danni. La Soprintendenza ai Monumenti guidata da Alfredo Barbacci e il Genio Civile si impegnarono fin da subito nella ricognizione dei danni subiti dai monumenti cittadini, avvalendosi dell'aiuto degli studi fotografici più attivi in quegli anni, che realizzarono vere e proprie campagne di censimento della condizione in cui versava la città. Lo Studio Villani fu da sempre interprete attento e specializzato, vista la consuetudine con gli storici dell'arte sin dagli anni Trenta (si pensi al momento decisivo della mostra sul Settecento Bolognese organizzata da Zucchini nel 1935, che elegge la ditta Villani, da quel momento e fino alla fine della sua attività, a memoria visiva degli avvenimenti culturali di ambito bolognese), nel campo della riproduzione di manufatti storico artistici. Durante gli accadimenti bellici, specifico incarico giunse anche dal podestà di Bologna, Mario Agnoli che, sul finire del 1944, in accordo con il comando tedesco, volle affidare alla Ditta Villani la documentazione dei danni di guerra, allo scopo propagandistico, di coltivare tra la popolazione il risentimenti verso gli Alleati che stavano bombardando la città e i suoi beni culturali. Cosi come documentano le lastre di proprietà della Soprintendenza, di cui stiamo ricostruendo la storia, la ditta fu impegnata in una metodica campagna di rilevamento dei danni subiti; dopo ogni bombardamento, per specifico incarico, un operatore della ditta Villani si recava sul posto a ritrarre le rovine “proseguendo nello stesso intento documentario cui si deve la dolorosa integrazione della storia per immagini dei monumenti.” Le fotografie Villani, dopo la guerra, avrebbero documentato, cosi come dimostrano alcune delle lastre oggetto di studio, anche la travagliata storia della ricostruzione. Nel secondo dopoguerra l'impegno della ditta, testimone collettivo della storia cittadina, passò attraverso la riorganizzazione dello studio fotografico (con la morte di Achille Villani nel 1949 la società fu rifondata col nome di Ditta Achille Villani e Figli e nel 1953 fu trasformata definitivamente in una società a responsabilità limitata che vedeva in Cesare Forlani l'amministratore unico, concludendosi nel 1970 con la morte di Vittorio Villani) rimanendo comunque lo studio “fotografo per eccellenza la cui fama travalica di gran lunga l'asse della via Emilia” (Luca Zambelli, Ottanta anni di clic, in “Bologna ieri, oggi, domani”, n. 30, 1994, p.38). L'arco cronologico di riferimento è stato desunto, oltre che dall'iscrizione rintracciabile sulla schedina inventariale allegata alla lastra N_001107 e che riproduce lo stesso soggetto, da un'analisi storica: via Cesare Battisti fu bombardata la prima volta il 24 luglio 1943, successivamente il 29 gennaio 1944 ed infine l'ultimo bombardamento risale al 22 marzo 1944. Per le prime due lastre oggetto di studio (si veda il campo RVEL) non è stata ritenuta valida la datazione riportata sul pergamino della lastra N_001107 e che ricondurrebbe gli scatti all'ultimo bombardamento del marzo 1944. Il palazzo Landi nelle prime due incursioni non fu danneggiato direttamente dagli attacchi dei bombardieri ma precauzionalmente, cosi come è possibile notare nella lastra oggetto di studio, gli elementi architettonici "deboli" del palazzo, vennero messi in sicurezza attraverso la costruzione di rinforzi in mattoni a sostegno degli archi, delle trabeazioni etc., per attutire la potenza distruttiva delle vibrazioni imposte dai bombardamenti. Nell'ultimo bombardamento, quello del marzo 1944 invece, subì i danni maggiori, che non sono però visibili nelle prime due lastre in esame, riferimento che circoscrive quindi la datazione ante quem. Il Soprintendente Barbacci descrive cosi le condizioni del palazzo, alla fine della guerra: "danni per proiezioni di schegge di bombe nella facciata; gravi lesioni nel fianco di sinistra; dissesti alle coperture; distruzione della parete che chiudeva il cortile in fondo all'atrio di ingresso. Primi provvedimenti: demolizioni e ricostruzioni di muri pericolanti.”
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800641012
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2017
  • ISCRIZIONI sul pergamino: recto - R. SOPRINTENDENZA/ ALL'ARTE MEDIOEVALE E MODERNA DELL'EMILIA E DELLA ROMAGNA// MOBILE....SCAF....N....INVENT. N./ LUOGO..../ MONUMENTO..../ STAMPE N...../ OSSERVAZIONI ... - capitale -
  • LICENZA CC-BY 4.0

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