I santi a figura intera della pala dei dalle Masegne dopo il restauro e la ricollocazione presso l'altare maggiore di San Francesco a Bologna, maggio 1946

negativo servizio, (?) 1946/05/17 - (?) 1946/05/17
A. Villani & Figli
1932-1970
Jacobello Dalle Masegne (e aiuti)
notizie XIV-XV fine/inizio
Pierpaolo Dalle Masegne (e aiuti)
notizie XIV-XV fine/inizio

Tutti i negativi erano originariamente contenuti in buste pergamine, conservate ora separatamente. Le lastre presentano ognuna un'etichetta con una precedente indicazione inventariale

  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Restauro
    Scultori - Italia - Secc. XIV-XV - Bottega dei dalle Masegne
    Scultura - Bassorilievi - Altari - Pale d'altare - Ancone marmoree
    Italia - Emilia Romagna - Bologna - Basilica di San Francesco - Altare maggiore
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI A. Villani & Figli: fotografo principale
    Jacobello Dalle Masegne (e aiuti): scultore
    Pierpaolo Dalle Masegne (e aiuti):
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La grandiosa pala marmorea per l’altare maggiore della basilica di San Francesco a Bologna, commissionata nel 1388 ai fratelli veneziani Jacobello e Pierpaolo dalle Masegne, ebbe una storia tormentata di smembramenti, trasferimenti e ricollocamenti. Con il ritorno dei padri conventuali nel 1841 dopo le soppressioni ecclesiastiche, la basilica venne restaurata sotto la direzione dell’architetto Filippo Antolini (1845-1848); “smontata e ammucchiata in un sotterraneo di San Petronio” (Barbacci 1953), durante tale intervento l’ancona venne ricomposta e sistemata nel presbiterio. Al restauro di Antolini seguirono, a partire dalla metà degli anni Ottanta del XIX secolo, le celebri e discusse operazioni di ripristino condotte dall’intellettuale bolognese Alfonso Rubbiani: la pala fu traslata indietro rispetto alla collocazione antoliniana ponendo il coro - costruito ex novo - davanti all’opera, riformulando la struttura del presbiterio sulla lettura del contratto stipulato con i dalle Masegne. Se nel corso della prima guerra mondiale la scultura lasciata in loco venne protetta da un “un rivestimento di sacchetti di sabbia e ovatta di cotone, rinchiuso con tavole di legno” (faldone 16 dell’Archivio Vecchio della Regia Soprintendenza ai Monumenti dell’Emilia in Bologna), come documentato in alcuni fototipi dell’archivio fotografico ex SBAP BO (N_000175, P_000272, P_000273), durante l’ultimo conflitto l’opera, in seguito al primo drammatico bombardamento del 1943 che investì la basilica, venne smontata e collocata in 47 casse che furono mandate in una villa presso il comune di Budrio (Barbacci 1977). Il trasferimento nella campagna bolognese ebbe breve durata per l’occupazione dell’edificio da parte di un comando tedesco, cosicché le casse vennero nuovamente portate in città e sistemate nel convento francescano. Si ricorda che nel luglio del 1940 la pala era stata oggetto di un tentativo di protezione in loco, con l’utilizzo di un’impalcatura in mattoni rivestita da sacchi di sabbia, come documenta il negativo N_001887, eseguito dalla ditta Villani nell’agosto seguente. Al termine della guerra l’opera venne restaurata e ricollocata nel presbiterio della basilica: se il 24 febbraio 1946 si rintraccia la notizia della ricomposizione in San Francesco pubblicata sull’Avvenire d’Italia, solo alla metà di dicembre il soprintendente di Bologna Alfredo Barbacci inviò alla Direzione generale per le Antichità e Belle Arti di Roma la relazione sul restauro diretto dall’architetto Edgardo Grazia, completa di sette fotografie (prot n° 1928, 14 dicembre 1928, faldone BO M 87- storico II b, vedi FNT). Non è appurabile se i positivi inviati al ministero possano in parte coincidere con i 4 negativi eseguiti il 17 maggio del ’46 da Villani, che riprendono le coppie di santi a figura intera del registro inferiore (N_00224, N_002245, N_002253 e N_002254); certamente le 3 lastre Villani del successivo gennaio 1947 non possono corrispondere alle stampe di cui parla Barbacci: esse mostrano la veduta complessiva del fronte principale (N_001202), della faccia posteriore (N_001203, si noti alle spalle dell’opera l’intricata selva di altissime impalcature ancora in essere per la ricostruzione del tetto nella navata centrale) ed il particolare della raffigurazione centrale con l’Incoronazione della Vergine (N_001204). L’ultimo atto della storia di spostamenti dell’ancona si verificò all’inizio degli anni Cinquanta, pur risolvendosi in un nulla di fatto; si ricorda il preventivo dello scultore Romano Franchi dell’ottobre 1951, indirizzato alla Soprintendenza ai Monumenti, per lo smontaggio e la ricomposizione in posizione avanzata dell'ancona all’interno del recinto presbiteriale (lire 700 escluso il rinforzo della cripta, vedi in FNT faldone storico II b). Nonostante le reiterate richieste di attuazione da parte del rettore della basilica, padre Luigi Garani (marzo ’53 e maggio ’54), l’intervento non fu condotto a termine: lo spostamento dell'altare maggiore rimase soltanto un progetto, non trovando mai una concreta realizzazione (sono forse da ricondursi all’esame di tale proposta le 4 lastre di Alfonso Zagnoli del maggio ’53 che riprendono da differenti punti di vista la zona presbiteriale focalizzando l’attenzione sull’altare lapideo, da N_002675 a N_002678)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800640550
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2017
  • ISCRIZIONI sulla busta pergamina di N_002244: recto - R. SOPRAINTENDENZA/ ALL'ARTE MEDIOEVALE E MODERNA/ DELL'EMILIA E DELLA ROMAGNA/ MOBILE C SCAF. III N. 250/ INVENT. N. 13592/ LUOGO Bologna/ MONUMENTO Basilica di S. Francesco/ Altare Maggiore di Jacobello/ e Paolo dalle Masegne/ (Veduta particolare delle nicchie)/ STAMPE N./ OSSERVAZIONI -
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA faldone documentario (1)
    faldone documentario (2)

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