Piacenza/ S. Maria di Campagna/ Affreschi (prima del restauro)
Riprese degli affreschi del Pordenone della cappella Santa Caterina nella Chiesa di Santa Maria di Campagna di Piacenza (15 lastre)

negativo servizio, (?) 1935 - ante 1939
Anonimo (xx Prima Metà)
XX prima metà

Il servizio fotografico è costituito da 15 lastre alla gelatina di formato 13 x 18, 4 orizzontali (N_000656, N_000657, N_000666, N_000684) e 11 verticali (da N_000658 a N_000660, N_000667, da N_000673 a N_000678, N_000682). Tutti i negativi erano originariamente contenuti nella loro busta pergamina; tali custodie si conservano separatamente in una scatola

  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Pittori italiani - Sec. 15-16. – De Sacchis, Giovanni Antonio detto il Pordenone
    Italia - Emilia Romagna – Piacenza – Chiesa di Santa Maria di Campagna – Cappella Paveri Fontana
    Ciclo di Santa Caterina – Affreschi – Sec. 16
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO E STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI Anonimo (xx Prima Metà): fotografo principale
    De Sacchis, Giovanni Antonio Detto Il Pordenone (1483/4-1539): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Eretta su iniziativa di un gruppo di cittadini che si costituì in fabbriceria nei primi anni del sedicesimo secolo (1522- 1528), la chiesa di Santa Maria di Campagna sorge su un'area in precedenza occupata da un altro edificio sacro, dove si venerava un’immagine lignea della Madonna con il Bambino risalente al XIV secolo. Progettista e direttore dei lavori fu l’architetto piacentino Alessio Tramello. I “Rettori e Gubernatori della Fabbrica”, desiderosi di completare la nuova costruzione con un’opera ornamentale, stipularono un atto rogato il 27 dicembre 1521, in cui si prevedeva di “ampliare e decorare la detta chiesa” (Arisi, 1984). La convenzione firmata tra Giovanni Antonio De Sacchis detto il Pordenone e i Fabbriceri è datata 15 febbraio 1530. Nel marzo del 1532 il Pordenone aveva già eseguito gli affreschi della cupola e della cappella di Santa Caterina. I documenti consultati da Arisi, non spiegano perché l’artista non continuò la decorazione del tamburo e dei pennacchi della cupola come previsto dalla convenzione firmata con i committenti, ma procedette a dipingere la cappella del cavalier Francesco Paveri, uno dei rettori della chiesa. Non è nemmeno chiara la motivazione che spinse il Pordenone a rappresentare le storie di Santa Caterina. Un’epigrafe del 1629 murata in un angolo dell’affresco “Disputa di Santa Caterina”, ricorda (erroneamente) che la cappella fu costruita a spese della contessa Caterina Scotti: in realtà nell’atto rogato dal notaio Bernardino Cerioli, gli affreschi furono commissionati al Pordenone dal Cav. Francesco Paveri Fontana, per la somma di Lire 400. Nella cupoletta ottagonale della cappella sono raffigurati gli Apostoli (nelle vele) e i putti, gli strumenti musicali e i medaglioni monocromi con storie della Passione (nelle lesene). Nei peducci sono rappresentati San Giovanni Battista, Santo Stefano, San Francesco e San Girolamo. I lavori di maggiore impegno per il Pordenone furono l’affresco raffigurante la “Disputa di Santa Caterina”, sovrastato nella lunetta dalla “Decapitazione della Santa”, il dipinto ad olio su tela “Sposalizio mistico di Santa Caterina tra San Pietro e San Paolo”, sovrastato nella lunetta dal “Martirio Fallito della ruota dentata”. La scena della “Disputa di Santa Caterina” è, da parte della critica, una delle più ammirate dell’intero ciclo. Tra il 1939 ed il 1943, gli affreschi della cupola grande furono restaurati da Enrico Podio, sotto la direzione del Soprintendente della Regia Galleria di Parma, Armando Ottaviano Quintavalle. Il servizio fotografico in esame è quindi stato realizzato prima del 1939. Nell’immagine delle lastre N_000667 e N_000677 è visibile il treppiede del banco ottico del fotografo
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800634027
  • NUMERO D'INVENTARIO da N_000656 a N_000660/ da N_000666 a N_000667/ da N_000673 a N_000678/ N_000682/ N_000684
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2015
  • ISCRIZIONI sul pergamino della lastra inv. N_000656: recto - R. SOPRINTENDENZA/ ALL'ARTE MEDIOEVALE E MODERNA/ DELL'EMILIA E DELLA ROMAGNA/ 10/ MOBILE B SCAF. V N. 65/ INVENT. N. 9628/ LUOGO Piacenza/ MONUMENTO S. Maria di Campagna/ affreschi (prima del restauro)/ STAMPE N./ FOTOGRAFO/ OSSERVAZIONI -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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