Ritratto di Igor Stravinsky. ritratto maschile
scultura
1951 - 1951
Marini, Marino (1901-1980)
1901-1980
Scultura in bronzo raffigurante una testa maschile a tutto tondo, impostata frontalmente. Il volto è caratterizzato da una modellazione sintetica e fortemente espressiva, con superfici irregolari. I tratti fisiognomici risultano semplificati e fortemente caratterizzati: cranio allungato, orecchie sporgenti, naso prominente e labbro inferiore pronunciato.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO scultura
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MATERIA E TECNICA
Bronzo
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MISURE
Altezza: 33 cm
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ATTRIBUZIONI
Marini, Marino (1901-1980)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
- LOCALIZZAZIONE Arengario
- INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il ritratto di Igor Stravinsky fu realizzato da Marino Marini nel 1951, in occasione del soggiorno milanese del compositore russo, giunto in città per dirigere due concerti al Teatro alla Scala. L’opera appartiene alla seconda versione del ritratto dedicato da Marini a Stravinskij: una prima effigie era infatti stata modellata nel 1950 a New York, su proposta del mercante Curt Valentin. Del ritratto del 1951 sono noti il gesso originale conservato presso la Fondazione Marino Marini di Pistoia e alcuni esemplari in bronzo, tra cui quello appartenente alle collezioni del Museo del Novecento.\nLa scultura rappresenta uno degli esiti più intensi della ritrattistica matura di Marini, orientata in questi anni verso una sintesi formale sempre più essenziale e una forte tensione espressiva. Il volto di Stravinskij emerge da una superficie vibrante e tormentata, modellata attraverso una materia scabra e nervosa che accentua la concentrazione psicologica del soggetto. Critici come Giuseppe Marchiori e Marco Valsecchi sottolinearono il carattere “teso e tormentato” dell’opera e la sua capacità di condensare, entro dimensioni contenute, una presenza monumentale e fortemente intellettuale.\nNella realizzazione del ritratto Marini lavorò dal vero, cogliendo con grande immediatezza i tratti distintivi del compositore – le orecchie prominenti, il naso marcato, il labbro inferiore pronunciato – reinterpretati attraverso una costruzione plastica sintetica e compatta. La critica ha inoltre evidenziato possibili riferimenti al Ritratto di musicista eseguito da Pablo Picasso nel 1917, conosciuto da Marini attraverso la monografia dedicata all’artista spagnolo da Jean Cassou. Da Picasso Marini sembra derivare la soluzione sintetica della testa e la forte concentrazione volumetrica dei lineamenti.\nIl ritratto testimonia il rapporto tra Marino Marini e una delle figure centrali della cultura musicale del Novecento, protagonista della scena artistica internazionale tra Europa e Stati Uniti, e costituisce uno degli esempi più significativi della sua produzione ritrattistica del secondo dopoguerra.\n\n- Roberto Pini
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
- DATA DI COMPILAZIONE 2017
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0