Volume. buco in tela monocroma

dipinto 1958 - 1958

Opera monocroma costituita da una tela dipinta di nero, che presenta un'ampia apertura centrale di forma irregolarmente ovoidale. Il vuoto, ottenuto mediante il taglio della tela e la successiva tensione del supporto sul telaio, lascia visibile la parete retrostante, trasformando la superficie pittorica in uno spazio reale e introducendo una percezione tridimensionale dell'opera. La composizione si fonda sul contrasto tra la compatta stesura monocroma e l'assenza materica del foro centrale.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a tempera
  • ATTRIBUZIONI Dadamaino (1935-2004)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Piazza Duomo 14
  • INDIRIZZO Piazza Duomo, 14, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzato nel 1958, "Volume" appartiene al primo e più significativo ciclo di opere di Dadamaino, i cosiddetti Volumi, sviluppato tra il 1957 e il 1959 e posto alle origini della sua ricerca artistica. La serie nasce in seguito all'incontro dell'artista con le esperienze più avanzate dell'ambiente milanese, in particolare con Lucio Fontana e con gli artisti gravitanti attorno alla rivista e galleria "Azimut", tra cui Piero Manzoni ed Enrico Castellani. I Volumi si inseriscono nel clima di superamento della pittura tradizionale promosso dallo Spazialismo e dalle nuove ricerche monocrome di fine anni Cinquanta. Attraverso l'eliminazione di una porzione della tela, Dadamaino sostituisce l'illusione prospettica con uno spazio reale e concreto, ottenuto mediante un intervento fisico e diretto sul supporto. Il vuoto diviene così il vero soggetto dell'opera: l'assenza generata dall'asportazione della materia produce un nuovo volume percettivo, definito dall'ombra e dalla profondità del foro e dalla relazione con la parete retrostante. La scelta del monocromo nero, ricorrente nei primi Volumi, accentua il carattere assoluto e antinaturalistico della composizione e sottolinea la centralità del rapporto tra presenza e assenza, pieno e vuoto, superficie e spazio. In queste opere Dadamaino elabora una personale interpretazione delle istanze spazialiste, sviluppando una ricerca autonoma che pone le basi per le successive sperimentazioni legate all'arte programmata e alla dimensione percettiva.\nL'opera fu acquistata dalle Civiche Raccolte d'Arte di Milano direttamente dall'artista nel 1982, in concomitanza con la retrospettiva dedicata a Dadamaino presso il PAC di Milano nei primi mesi del 1983, dove il lavoro venne esposto. Oggi è conservata nelle collezioni del Museo del Novecento di Milano.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039955
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2006
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2018||2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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