Oggetto ottico dinamico n. 1. composizione astratta

assemblaggio 1963 - 1963

Oggetto ottico tridimensionale costituito da una cassa lignea a pianta quadrata con fondo nero, entro la quale sono disposti, su fili verticali di nylon, piccoli elementi quadrangolari ricoperti di alluminio fresato. Le piastrine, organizzate in una griglia modulare di nove sezioni (creando tre onde di 12 file di lamine), sono sospese e leggermente mobili, in modo da reagire alle variazioni di luce e agli spostamenti d'aria, generando effetti di vibrazione luminosa e di mutamento percettivo. La struttura è concepita per una fruizione frontale, pur configurandosi come oggetto tridimensionale e non come tradizionale dipinto.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO assemblaggio
  • MATERIA E TECNICA alluminio fresato, nylon e legno
  • ATTRIBUZIONI Dadamaino (1935-2004)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale - complesso
  • INDIRIZZO Piazza Duomo, 12, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzato nel 1963, "Oggetto ottico dinamico n. 1" segna una tappa fondamentale nella ricerca di Dadamaino ed è considerato il capostipite della serie degli Oggetti ottici dinamici, sviluppata tra il 1963 e il 1964 parallelamente alle esperienze dell'arte programmata e cinetica. L'opera testimonia il superamento delle precedenti esperienze dei Volumi, ancora legate alle suggestioni spazialiste di Lucio Fontana, per approdare a una ricerca autonoma incentrata sul fenomeno percettivo e sulla partecipazione attiva dello spettatore. Il titolo, volutamente descrittivo e privo di riferimenti iconografici, definisce con precisione la natura dell'opera: un "oggetto" tridimensionale concepito per essere percepito come fenomeno visivo e "ottico", il cui carattere "dinamico" deriva dall'interferenza di variabili esterne, quali la luce ambientale, il movimento dell'osservatore e le minime correnti d'aria. Le sottili lamine di alluminio, sospese mediante fili di nylon e libere di oscillare, modificano costantemente la configurazione percettiva dell'opera, producendo effetti di vibrazione, scomposizione e instabilità visiva. Attraverso l'impiego di materiali industriali e di un sistema costruttivo essenziale, Dadamaino trasforma l'opera in un dispositivo percettivo aperto, la cui forma si compie soltanto nell'interazione con lo spettatore e con le condizioni ambientali. L'opera entrò nelle Civiche Raccolte d'Arte di Milano nel 1970 grazie all'acquisizione effettuata nell'ambito della cosiddetta «legge del 2%» ed è oggi conservata nelle collezioni del Museo del Novecento.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039954
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2006
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2018||2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE - Dadamaino (1935-2004)

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - 1963 - 1963

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'