Natività
scultura
Bonanno Rinaldo (attribuito)
1545/46
Pannello in marmo bianco, scolpito da Rinaldo Bonanno nel 1569, raffigurante la Natività
- OGGETTO scultura
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ATTRIBUZIONI
Bonanno Rinaldo (attribuito): scultore
- LOCALIZZAZIONE Museo Regionale Accascina Messina
- INDIRIZZO Viale della Libertà, 465, Messina (ME)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L’opera, proveniente dalla chiesa di Sant’Agostino di Messina, fu commissionata a Rinaldo Bonanno nel 1569 dal barone di Ucria Gabriele Abbate per la cappella di famiglia. La Natività, scolpita all’età circa di 24 anni, presenta le peculiari caratteristiche stilistiche del giovane scultore formatosi alla scuola del Montanini, allievo del Montorsoli. Oltre alla influenza toscana il Bonanno seppe sviluppare uno stile personale che risentì molto anche della tradizione gaginiana, stemperando la drammaticità dei seguaci di Michelangelo. Fondendo le due correnti riuscì a creare modellati pastosi con elegante classicità. Il classicismo espresso nelle sue opere, che ben si concilia con i modi della nuova maniera, trova ampi riferimenti nella cultura napoletana di primo Cinquecento a cui l’autore rimanda per alcuni brani della Natività. Il particolare dell’annunzio dell’angelo al pastore sul fondo è ripreso dalla Natività di Girolamo Santacroce nella chiesa di Santa Maria la Nova, mentre ad Ordoňez si ispira per la contorsione dei torsi atletici dei pastori in prima linea. La Campagna Cicala intravede anche nei corpi muscolosi di queste figure un’attenzione verso Polidoro Caldara da Caravaggio, presente al museo Regionale di Messina con i suoi studi di corpi nudi maschili. La scultura si sviluppa su due livelli, mostrando differenti modalità di lavorazione che ne accentuano il movimento. Nella parte superiore emergono allineate le immagini di un coro a rilievo di angioletti con un musicante di viola, accanto si nota la scena dell’annuncio dell’angelo ad un pastore a rilievo piatto, mentre in basso i personaggi a tutto tondo si staccano dal fondale convergendo con le loro movenze contorte in direzione del Bambino disteso entro una cesta con panni e rivolto benedicente verso i pastori. La posizione laterale di Giuseppe e della Madonna, ambedue ravvicinati e con postura china innanzi al Salvatore, si contrappone a quella opposta del gruppo dei quattro pastori che formano un semicerchio dinamico in cui è evidente tra loro una consultazione, resa più concitata dalla contorsione dei torsi nudi e muscolosi di due di essi posti in primo piano. Infatti l’atto di benedizione del piccolo Gesù rivela la sua natura divina, provocando reazioni di meraviglia e turbamento tra gli astanti accorsi. La collocazione centrale del Bambino, segna una chiara divisione tra le due quinte con i vari soggetti, creando uno spazio attraverso cui si svolge un percorso ascensionale che porta alle teste del bue e dell’asinello e al culmine all’agnello, tenuto in braccio dal pastore. La presenza dell’agnello vicino al Redentore, alla stessa maniera che in altre natività, è segno eucaristico del sacrificio del Cristo immolato per la salvezza eterna e risorto dalla morte, così come simbolicamente indica in questa scena il volto dell’animale diretto verso l’alto. È dunque una personificazione del Salvatore, nel suo ruolo sacrificale ed eucaristico obbediente con umiltà verso il progetto salvifico di Dio Padre. Anche la rappresentazione bipartita del fondale, caratterizzata da un muro mattonato con due colonne da un lato e dall’altro la visione di un monte con all’apice un albero frondoso ed una vegetazione erbacea pendente verso il basso, è allusiva. La capanna o grotta è stata in questo caso sostituita da una parete mattonata di un edificio fatiscente, dando così un significato di rinnovamento alle rovine su cui costruire il nuovo cristianesimo grazie alla nascita del Salvador Mundi. Egli con la sua duplice natura umana e divina, simboleggiata dalle colonne, rende tangibile la buona novella che era stata già preannunciata in passato e attua il compimento della legge vetero testamentaria prefigurata dal monte. Altri elementi allegorici che sostengono la culla del Bambinello quali un frammento di colonna scanalata ed un mattone fanno riferimento al sacrificio e alla salvezza. Il rocchio di colonna, simbolo di vita spezzata, è accostato alla pietra di base, la pietra angolare che secondo la Bibbia è necessaria per la costruzione di un tempio. Pertanto è chiaro il riferimento a Gesù che è “la pietra angolare” della edificazione della Chiesa che nasce dal sacrificio della sua morte
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900382933
- NUMERO D'INVENTARIO 381
- DATA DI COMPILAZIONE 2024
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0