Santa Rosalia(lato.nord)/ Santa Agata (lato.sud). Santa Rosalia(lato.nord)/ Santa Agata (lato.sud)

scultura, 1724/00/00 - 1724/00/00
Procopio Serpotta (attribuito)
1679/00/00 - 1756/00/00

Santa Rosalia, con il teschio tipico dell‘eremita si impone a Palermo nella devozione popolare e nella agiografia dopo il ritrovamento 1624, delle ossa sull‘Ercta (Montepellegrino), e la traslazione delle stesse in città e la conseguente fine della peste. Sant‘Agata martirizzata durante le persecuzioni di Decio, il 5 febbraio del 251 d.c. è rivendicata come nata a Catania, ma un‘altra tradizione la dice nata a Palermo, proveniente dal casato Agathone. Fu orrendamente torturata le furono tagliati i seni e venne rotolata nuda sopra i carboni ardenti. La forma sinuosa di Procopio inserisce nel biancore dello stucco la coppa con i seni e la tenaglia della tortura.(Gregorio C.1999 pp.5-11; pp 281-286)

  • OGGETTO scultura
  • MATERIA E TECNICA stucco/ modellatura
  • AMBITO CULTURALE Ambito Tardo Barocco
  • ATTRIBUZIONI Procopio Serpotta (attribuito): scultore, decoratore
  • LOCALIZZAZIONE oratorio di Santa Caterina d'Alessandria
  • INDIRIZZO via Monteleone, 16, Palermo (PA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Santa Rosalia e Sant‘Agata vennero eseguite nel 1724 secondo la data che si trova nei documenti relativi alla modellazione degli stucchi del cappellonetto.(Meli 1934 p.212) Il Mongitore assegna la decorazione dell‘oratorio a Giacomo Serpotta (Mongitore A. ed. mod. 1977 p.93). Dai documenti ritrovati nel secolo scorso da Filippo Meli risulta invece inconfutabile l‘attribuzione a Procopio Serpotta e l‘esecuzione tra il 1719 ed il 1725, allorché G. Serpotta, in aspro contrasto con il figlio operava fondamentalmente ad Alcamo. L‘attribuzione è stata successivamente confermata dalla Davì (Davì G. 1978 p.14) e dal Garstang (Garstang D. trad.it. 1990 pp.264-265). Recenti studi sull‘oratorio del Sabato a Casa Professa a Palermo, assegnato in base ai documenti ritrovati a Procopio Serpotta, confermano anche stilisticamente l‘attribuzione a Procopio degli stucchi di Santa Caterina. Già nell‘oratorio del Sabato, il Procopio si distanzia dal padre per una attenuazione del plasticismo effuso di matrice barocca e l‘immersione della forma nello spazio, assumendone la figura slancio e torsione. Procopio infatti, pur restando vicino al grande genitore, preannuncia modi più ariosi, e liberi meno significanti, ma formalmente diversi, per l‘accennata compenetrazione di figure e spazio che lo distinguono altresì dagli scultori barocchi dei 4 Canti e del piano della Cattedrale
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà mista pubblica/privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900264835
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo
  • DATA DI COMPILAZIONE 2003
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2021
  • ISCRIZIONI sulla base - S.ROSALIA - Serpotta Procopio - capitale - a pennello - italiano

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE - Procopio Serpotta (attribuito)

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - 1724/00/00 - 1724/00/00

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE