Cristo tra apostoli

fonte battesimale a fusto, ca 1250 - ca 1299

Il fonte battesimale è costituito da due parti: una vasca circolare ed un fusto a base quadrata. Lungo la vasca sono disposti gli apostoli (di cui sono scomparse le iscrizioni esegetiche), tutti simili per iconografia e dimensione. Alla sinistra di un fonte battesimale, contrassegnato da una piccola croce, è ritratto San Giovanni Battista, con il braccio destro sollevato. Poco più avanti, è raffigurato un angelo, dalle ali sottili e ricurve, di cui si scorgono a fatica tracce delle braccia sul busto. Subito a destra del fonte battesimale è, invece, collocata una figura con un rotulo in mano, il cui volto è scomparso, seguita dall'immagine di Cristo: si tratta dell'unico personaggio, rappresentato con una croce astile tra le braccia, alla cui sinistra è collocato il monogramma XC. (continua)

  • OGGETTO fonte battesimale a fusto
  • MATERIA E TECNICA pietra/ incisione
  • AMBITO CULTURALE Ambito Italia Meridionale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo nazionale di Matera - Palazzo Lanfranchi
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Lanfranchi
  • INDIRIZZO Piazzetta Giovanni Pascoli, 1, Matera (MT)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il fonte battesimale proviene dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie di Brienza, nota col nome di San Martino (Beni Culturali 1989, p. 60); venne portato, tra il 1925 ed il 1939, a Reggio Calabria, allora sede della Soprintendenza alle Antichità del Bruzio e della Lucania, ed esposto, dal 1969, al Museo Archeologico Nazionale di questa città (Touring Club Italiano 2005, p. 611). Giuseppe Foti, descrivendo il Museo, riferisce dell'esistenza di "un fonte battesimale con attributi cristiani (Evangelisti e Cristo tra gli Apostoli)", proveniente da Brienza e databile tra i secc. XI-XII (G. Foti 1972, p. 49), mentre più articolato è il contributo del C.E.S.N. (Centro Europeo Studi Normanni), in cui il manufatto lapideo è detto provenire, quasi certamente, dal monastero benedettino di San Giacomo a Brienza; inoltre, due dei personaggi presenti sul fusto vengono identificati con San Giacomo e San Lorenzo ed è proposta una datazione dell'opera alla prima età normanna, sottolineando stilemi ricollegabili al mondo benedettino e alla cultura locale (CESN 2004). In assenza di attributi iconografici specifici ritengo che questa proposta sia opinabile, essendo stati ritratti, a mio avviso, dei laici. Inoltre, volevo evidenziare come è stata avanzata una proposta d'identificazione della chiesa di San Martino con la Chiesa di San Giovanni de Petra che, nel 1092, fu donata all'Abbazia della SS. Trinità di Cava (Paternoster 1966, p. 26). Molto più complessa è la questione della datazione dell'opera: se di primo acchito i personaggi del fusto, dalle orecchie prominenti e dal volto contrassegnato da tratti essenziali, richiamano prodotti del sec. XI, come le figure presenti su alcune lastre collocate nella Cattedrale di S. Maria Maggiore a Barletta (P. Favia, in Diocesi Puglia…2002, pp. 195, 198 e tav. LXIX), l'analisi della produzione scultorea lucana di età medievale permette di evidenziare come queste tipologie siano ancora comuni nel pieno Duecento, essendo per esempio riscontrabili su di un capitello del portale della chiesa di San Michele a Marsico Nuovo (PZ), attribuito alla bottega di Melchiorre (Grelle 1981, pp. 23-26 e figg. 34-35). Inoltre anche le immagini di Cristo e degli apostoli, seppure in cattivo stato, sembrano poter essere avvicinate alle figure incise su alcuni capitelli a stampella provenienti dalla chiesa di San Ippolito ad Atella, attribuiti alla bottega di Sarolo e datati tra i secc. XII-XIII (Grelle 1981, p. 23; L. Bubbico-F. Caputo in Monasteri Italogreci 1996, pp. 15, 18). Dunque, si potrebbe ipotizzare che lo scultore che ha realizzato il fonte battesimale abbia ripreso tipologie tradizionali, sia, in sintesi, poco aggiornato, fatto comune in territori provinciali. Al di là del dato stilistico, esiste un altro elemento che induce ad ipotizzare una datazione bassa, almeno duecentesca, cioè l'iscrizione esegetica relativa al Battista (S. IONS): il tipo di contrazione adottato è documentato a partire dalla fine del sec. XIII (Cappelli 2006, p. 185) ed anche l'uso dei tre puntini posti in verticale, come sistema d'interpunzione, è più frequente in opere tarde, come una lapide proveniente dal Castello di Venosa, ritenuta del Trecento (S. Mola, scheda OA 17/00129840, 1993). Allo stato attuale delle mie conoscenze, tutti questi elementi m'inducono ad ipotizzare per il fonte battesimale una datazione alla seconda metà del Duecento
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1700168399
  • DATA DI COMPILAZIONE 2009
  • ISCRIZIONI vicino ai volti di due santi e di Cristo - S. IONS/XC/(...)EN(...) - capitale - a incisione - latino
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA scheda cartacea (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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