Terrae Motus

opera bidimensionale

“Il mio gesto è il terremoto - così Mario Merz parlava della sua opera per Terrae Motus -. Il gesto di disegnare una spirale sulla tela è sempre un gesto molto totale per cui la spirale è un’energia […] che si dilata e dilatandosi crea o il disastro, oppure, non dico la bellezza, ma comunque il simbolo". Il motivo della spirale - simbolo della forza di espansione della natura ma anche della sua potenza distruttrice - è come un sismografo che con la sua onda d'urto, si sovrappone ad un paesaggio sovrastato dal Vesuvio disegnato su di una tela stretta e lunga attraversata orizzontalmente dalla sequenza numerica, fatta con i neon, di Fibonoacci

  • OGGETTO opera bidimensionale
  • ATTRIBUZIONI Merz Mario (1925/ 2003)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Collezione Terrae Motus
  • LOCALIZZAZIONE Reggia di Caserta
  • INDIRIZZO Piazza Carlo di Borbone, Caserta (CE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'opera è stata esposta la prima volta all'ICA di Boston nel 1983 e poi ad Ercolano a Villa Campolieto nella mostra "Terrae Motus 1" (luglio - dicembre 1984). In seguito alla mostra "Terrae Motus. Naples, Tremblement de terre" al Grand Palais di Parigi nel 1987 e alla Reggia di Caserta nel 1994 (inaugurazione il 9 dicembre), dopo la morte di Lucio Amelio (luglio '94), nella mostra "Terrae Motus Terrae Motus", a cura di A. Bonito Oliva. Nel 2001, è presente nel nuovo allestimento della collezione, a cura di E. Coen e L. Velani, e nel 2010 nella mostra "Terrae Motus trent'anni dopo. Attualità di una collezione", a cura di P.R. David e G. Mercurio. Dal 2020 l’opera è parte del nuovo allestimento Terrae Motus negli Appartamenti reali, collocata nella sala P1.87
  • TIPOLOGIA SCHEDA opere/oggetti d'arte contemporanea
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500089644
  • DATA DI COMPILAZIONE 2011
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2023
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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