paesaggio con architetture

vaso,

Vaso ad anfora con piede circolare su base quadrata, anse modellate a forma di cigno e collo con bordo estroflesso

  • OGGETTO vaso
  • MATERIA E TECNICA porcellana/ pittura/ doratura
  • AMBITO CULTURALE Produzione Napoletana
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Collezione Giuseppe Ottavio Eliseo
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Mazzarotta
  • INDIRIZZO Via Anselmo Chiarizia, 12, Campobasso (CB)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Nel 1783 a seguito di un dispaccio di Ferdinando IV di Borbone, il cui desiderio era quello di censire con estrema fedeltà i costumi popolari del suo Regno, si diede inizio ad una raccolta di "gouaches" rappresentanti appunto figure ritratte in abiti tradizionali. Questi quadretti divennero una fonte di ispirazione, se non proprio di imitazione costante, per la decorazione di una particolare serie di porcellane molto in voga tra la fine del Settecento ed i primi decenni dell'Ottocento a Napoli. Giacomo Milani, allora direttore della Real Fabbrica Ferdinandea, operò una selezione tra le numerose "gouaches" circolanti, riuscendone a trarre "un insieme di figure, riunite a coppie e pittoricamente più suggestive, che, incise dall'Aloja, vennero poste in vendita a fogli sciolti a partire dal 1795 e successivamente riunite in un album nel 1832 (Carola-Perrotti, 1990)". Qui vediamo rappresentati un "uomo e una donna di Santangelo Limosani, Contado del Molise", tratti fedelmente dall'incisione n. 38 del Milanesi-Aloja. Il vaso appartiene alla collezione di Giuseppe Ottavio Eliseo, acquisita dall'Amministrazione Provinciale di Campobasso nel 1996 grazie alla passione e alla lungimiranza di Michele Praitano che ne ha evitato la dispersione. L'acquisto ha interessato un complesso di quasi 400 opere che si caratterizzano per la diversità tipologica degli oggetti: dai dipinti alle sculture, dalle ceramiche agli argenti, dai mobili a una numerosa varietà di altri manufatti. Giuseppe Eliseo, funzionario della Banca d'Italia a Campobasso, fu anche pittore e soprattutto appassionato collezionista d'arte. Nella sua ricerca del “bello” ebbe come riferimento l'altra importante raccolta costituita dall'architetto Giuseppe Barone, donata nel 1896 al comune di Baranello e divenuta così museo civico di quel centro molisano. Lo stesso Eliseo aveva percepito l'utilità della destinazione pubblica delle cose belle o comunque collegate alla storia e alla memoria della sua terra. Infatti nel corso della sua vita donò un rilevante nucleo di opere grafiche alla Biblioteca Provinciale “P. Albino”, la cui porzione più nota è certamente costituita dal gruppo di disegni autografi di Paolo Saverio di Zinno, preparatori per molte tra le sculture che l'artista campobassano realizzò nel corso della sua carriera artistica. La raccolta ben riflette la curiosità del suo proprietario, il suo gusto eclettico che lo portarono ad accostare volutamente negli spazi della sua casa dipinti antichi, argenterie, maioliche, tessuti, mobili e sculture e a trasformare il corridoio della sua abitazione al centro di Campobasso in una vera e propria “galleria” d'arte, dedicata alla amata pittura italiana dell'Otto e del primo Novecento
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1400022031
  • NUMERO D'INVENTARIO 101-I
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise
  • DATA DI COMPILAZIONE 1998
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    2016
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA scheda di catalogo (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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