monumento ai caduti. allegoria del sacrificio del soldato per la patria

monumento ai caduti a cippo, 1927 - 1927
Torquato Tamagnini
1886/ 1935

Il monumento si struttura in tre macroelementi: una scalinata, un basamento e il gruppo scultoreo in bronzo. Cinque gradini, infatti, consentono l’accesso ad una zona spaziosa, ai cui lati sono collocati due bracieri in marmo. Il basamento chiude posteriormente questo spazio, grazie alle ali laterali, caratterizzate da due ritratti ad altorilievo. Al centro, si colloca il piedistallo quadrangolare, composto da un basamento con targa, cui segue un ricorso dai profili concavi, secondo un motivo ripreso dagli elementi di raccordo delle ali laterali. Una cornice a foglie di alloro stilizzate crea lo stacco che introduce il parallelepipedo, caratterizzato dalle scritte dedicatorie, su cui si imposta il gruppo bronzeo raffigurante la Patria. La figura femminile, col manto svolazzante e gonfiato dal vento, si staglia su un promontorio, sollevando trionfante il tricolore e un ramo di alloro con la mano sinistra, mentre sostiene, con l’altra mano, il corpo esangue di un soldato. Nella parte posteriore, il monumento si caratterizza per una strutturazione quasi architettonica dei volumi, priva però della scalinata che caratterizza il fronte

  • OGGETTO monumento ai caduti a cippo
  • MATERIA E TECNICA Bronzo
    PIETRA
    Travertino
  • MISURE Profondità: 660cm
    Altezza: 660 cm
    Larghezza: 600cm
    : 600 cm
    : 760cm
    : 760 cm
  • ATTRIBUZIONI Torquato Tamagnini
  • LOCALIZZAZIONE Piazza Giuseppe Paolini
  • INDIRIZZO Piazza Giuseppe Paolini, Popoli (PE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La maggior parte delle informazioni raccolte, relative al monumento ai caduti di Popoli, sono state reperite consultando le delibere del Consiglio Comunale. La prima delibera presa in esame, risale al 1923 e riporta la notizia del cambio di intitolazione della piazza, dove sorgerà poi il monumento. Infatti, l’area, che era dedicata alla Regina Margherita, prese il nome di “piazza Generale Giuseppe Paolini”, in memoria dell’illustre concittadino insignito delle medaglie d’oro e d’argento al valore militare. In una successiva delibera del luglio del 1924, si apprende che il Comune intendeva vendere alcune porzioni edificabili, presenti nella suddetta piazza, per reperire fondi da destinare alla sistemazione dell’area dove, oltre al monumento, sarebbe sorto anche il Parco della Rimembranza. Nel settembre del 1925, invece, il Consiglio decise, su richiesta del Comitato Pro Monumento, di stanziare diecimila lire come contributo per la costruzione dell’opera. Il Consiglio stabilì anche di decurtare tale somma da quella ottenuta attraverso la vendita delle porzioni edificabili, riducendo quindi il budget per la sistemazione di piazza Paolini. Nel 1926, invece, fu approvato il progetto che un altro eminente cittadino popolese, l’ingegnere Corradino D’Ascanio, aveva redatto nel 1924 per sistemare la famosa piazza, stabilendo però di realizzarne, in un primo momento, solo una parte. Da una delibera dell’aprile del 1927, si apprende che i lavori non erano stati ancora realizzati, nonostante l’imminenza dell’inaugurazione del monumento. Il Consiglio stabilì, quindi, di realizzare solo le opere strettamente necessarie per il decoro igienico ed estetico dell’area, in particolare le condutture dell’acqua potabile, le fognature e l’illuminazione. Il monumento ai caduti di Popoli è attribuito allo scultore Torquato Tamagnini, responsabile di numerose commissioni in onore dei caduti. Il documento comprovante tale ipotesi è la riproduzione fotografica di una cartolina relativa al bozzetto del monumento, stampata presso gli stabilimenti Sansaini di Roma, al fine di promuovere la raccolta dei fondi necessari alla realizzazione dell’opera. È probabile che, presso la sede originaria dell’archivio storico comunale, sia conservato altro materiale utile alla presente ricerca come, ad esempio, il progetto di consolidamento del basamento realizzato negli anni ’80. Tuttavia, i danni riportati in seguito al sisma del 6 aprile 2009, hanno comportato l’inagibilità della sede originaria del Comune, nonché la necessità di riorganizzare l’archivio storico, solo in parte recuperato. L’attribuzione al Tamagnini è sostenuta anche dal prof. Ghisetti Giavarina, che riferisce anche l’identità dei due ritratti presenti sul monumento: si tratterebbe di Francesco Baracca (a sinistra) e di Cesare Battisti. Secondo quanto dichiarato dal professore, inoltre, la frase dedicatoria incisa sul retro del basamento sarebbe stata eliminata, nel 1983, sostituendo la lastra di marmo. Il testo originale recitava “L'ITALIA LITTORIA / AGLI ARTEFICI / DELLA VITTORIA”. Analogamente, esistono immagini d’epoca che attestano la rimozione, dopo la caduta del regime fascista, di alcune decorazioni in bronzo, come i due fasci littori presenti sulla fronte. Non si sa, invece, se il previsto Parco della Rimembranza (delibera n°117 del 6/7/1924) fu mai realizzato. Si segnala, inoltre, che nella parte frontale del basamento, è stata inserita una targa che ricorda la medaglia d’argento al merito civile conferita alla città di Popoli, a causa delle perdite, sia umane, sia materiali, che la popolazione subì negli anni 1943-1944. Da un punto di vista storico-critico, il monumento colpisce soprattutto per la sua struttura architettonica. Infatti, è come se l’autore avesse realizzato una sorta di presbiterio, sul cui altare si consuma l’allegoria del sacrificio del soldato per la patria. La scultura, infatti, è preceduta da una scalinata di cinque gradini, ai lati della quale ardono due fiamme perenni, in marmo. Inoltre, tra il basamento vero e proprio e il termine della scalinata, si apre uno spazio abbastanza ampio da ospitare un piccolo gruppo di persone, come è possibile notare nella foto dell’inaugurazione dove si intravede il sacerdote intento ad officiare la solenne celebrazione. La predilezione per la visione frontale e l’enfasi conferita a questa zona del monumento, sono ulteriormente sottolineate dal fatto che la scalinata non è stata realizzata nella parte posteriore dell’opera. Per le fonti si veda: D’Amato, Giovanni “Ricordi di Popoli”, Edizioni Grafiche Italiane, S. Atto (TE), 1994; D’Amato, Pietro “Corradino D’Ascanio Popoli e gli Abruzzesi”, Ed. Circolo ACLI “Seguimi” – Popoli, 2010; Ghisetti Giavarina, Adriano “Popoli. Città arte e natura”, Carsa edizioni, Pescara, 2005; Mons. Zaccaria Setta, “La parrocchia e le chiese di Popoli. Notizie storiche”, Lanciano, Tipografie Masciangelo, 1926
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1300283048
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell'Abruzzo
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell'Abruzzo
  • DATA DI COMPILAZIONE 2014
  • ISCRIZIONI fronte/ basamento - I CONCITTADINI / ARTEFICI DELLA VITTORIA / RIVIVONO / TRA LE CARE GENTI / COL SIMBOLO DELL’ARTE / IN BENEDIZIONE E GLORIA / IMMORTALE / XXIX V MCMXV ― IV XI MCMXVIII - a incisione - italiano
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA registro (1)
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    registro (5)

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