cofanetto di Giovanni d'Angelo da Penne (fine, inizio XIV, XV)
cofanetto
1391 - 1400
Giovanni D'angelo Da Penne (notizie Sec. Xiv)
notizie sec. XIV
Sulle sei facce del reliquiario sono raffigurate, a rilievo, le figure del Cristo Benedicente in trono tra due angeli, San Marco, Sant'Anastasio, San Massimo, San Luca e San Giovanni Evangelista, tutti applicati su lamine decorate a volute vegetali su fondo bulinato. Lungo il bordo in basso corre una scritta continua con i nomi dei santi raffigurati e quello dell'autore. Sul coperchio, nelle partiture, smalti policromi rappresentano, sotto architetture gotiche, Santa Maria Egiziaca, Santa Caterina d’Alessandria, la scena dell’Annunciazione e due Sante difficilmente identificabili; sulla fascia di rifinitura del coperchio corrono ornati a cesello e pietre dure
- OGGETTO cofanetto
-
MATERIA E TECNICA
argento/ doratura/ sbalzo/ cesellatura
bronzo/ doratura
CRISTALLO DI ROCCA
LEGNO
SMALTO
-
ATTRIBUZIONI
Giovanni D'angelo Da Penne (notizie Sec. Xiv): esecutore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo Nazionale d'Abruzzo
- INDIRIZZO Arco San Jacopo della Rivera, L'Aquila (AQ)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L’opera, di raffinata qualità esecutiva, presenta elementi stilistici che richiamano modelli oltramontani. La datazione proposta dal Bindi e altri alla fine del Trecento o in un periodo a cavallo tra i due secoli sembra la più credibile (BINDI 1889, PACE 1973, LORENZI 2003), improbabile risulta invece una collocazione cronologica al primo quarto del XIV secolo come sostenuto dal Moretti (MORETTI 1968). Secondo il (BALZANO 1910) e il (LORENZI 2003), a Giovanni di Angelo si potrebbe attribuire anche la croce reliquiario in cristallo e smalti a pianta triangolare, conservata nel Museo Diocesano di Penne, e realizzata su modelli veneziani in un periodo di poco successivo al cofanetto analizzato nella scheda, probabilmente dopo l’incontro con gli abili smaltisti sulmonesi. Il reliquiario, appartenente alla Cattedrale di Penne, sarebbe stato donato, secondo il (BINDI 1889), dalla nobile famiglia Castiglione insieme ad un calice e alla croce reliquiario su menzionata. Secondo quanto riportano le fonti storiche locali, il cofanetto sarebbe servito per riporre la reliquia delle brache di San Sebastiano (GRECO 2003). L’uso coloristico degli smalti conferma l’attribuzione ad un artista locale vissuto tra la fine del secolo XIV e l’inizio del secolo XV. La presenza di San Massimo, patrono dell'Aquila e oggetto di particolare culto in tutto l'Abruzzo, indica la destinazione ad uso locale dell'opera
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
-
CONDIZIONE GIURIDICA
detenzione Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1300020166-0
- NUMERO D'INVENTARIO O.P.A. 59
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell'Abruzzo
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell'Abruzzo con esclusione della citta' dell'Aquila e dei comuni del cratere
- DATA DI COMPILAZIONE 1982
-
DATA DI AGGIORNAMENTO
2005
2016
- ISCRIZIONI sulla base - JOH(ANN)ES ANGELI FECI D C P’ - caratteri gotici - a rilievo - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0