storie della vita della Madonna

dipinto, 1497 - 1497

La predella è costituita da pezzi di legno separati dall'origine, tenuti insieme da pilastrini divisori andati perduti presumibilmente al momento dello smembramento dell'originale cassa del Blasi (Scarpellini 1984). Sono raffigurate storie della vita della Madonna: la nascita di Maria, la presentazione al tempio, lo Sposalizio, l'Annunciazione e l'Ascensione. Nella nascita della Vergine Anna è raffigurata semisdraiata sul letto all'interno di una stanza che si apre verso l'esterno tramite due arcate. Alcune donne si affaccendano attorno al letto, altre ai piedi di questo sorreggono la bambina. Una giovane donna sta entrando nella stanza portando un vaso. Nella presentazione al tempio al centro di un ambiente scandito in tre navate da colonne, Maria viene presentata al sacerdote da Anna a destra e Gioacchino a sinistra. Negli spazi laterali un gruppo di donne (a destra) e di uomini (a sinistra). Nell'episodio raffigurante il matrimonio di Maria l'evento avviene in uno spazio simile al precedente, ma esterno ad un tempio e sotto un portico. Il sacerdote rigidamente frontale al centro, è leggermente arretrato rispetto a Maria e Giuseppe, inquadrati dalle colonne. Ai lati simmetricamente alcuni personaggi assistono alla scena. Continua in OSS_

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a tempera
  • ATTRIBUZIONI Pietro Vannucci Detto Perugino
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa di S. Maria Nuova
  • INDIRIZZO via de Tonsis, s.n, Fano (PU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Come è ben noto, la storia critica della predella è caratterizzata da antiche ma vaghe attribuzioni a Raffaello di cui riferiscono Tomani Amiani (1853) senza peraltro aderirvi, ed anche Francolini (1877). Nel XX secolo la prima attribuzione a Raffaello fu del Durant Greville (1907) che sottolineava il salto di qualità tra le diverse tavole. Sulla base di un'analisi stilistica sorretta dal confronto con l'affresco di casa Santi, sull'attribuzione è tornato Longhi (1955), che vide la mano di Raffaello nel primo scomparto della predella. Hanno accettato le tesi longhiane Camesasca (1959, 1969), Becherucci (1968), Zampetti (1970), Torriti (1973), Fontana (1981). Il discorso è stato lasciato aperto da Padoa Rizzo (1983) che ha ritenuto comunque possibile l'attribuzione avallata anche da Gregori (1984). Contro l'attribuzione sono rimasti Dussler (1970), De Vecchi (1981), Ferino Padgen (1982), Marabottini (1983), Gualdi Sabatini (1983), Scarpellini (1984). Quest'ultimo, sottolineando una ripresa di quota della libertà e scioltezza d'invenzione nella predella rispetto al tono spento della restante opera, giustifica la diversità di livello tra i manufatti, considerando un aspetto proprio e dunque normale nella pittura del maestro l'alternanza di tono, considerando non affatto rettilineo il percorso pittorico peruginesco. Lo studioso ritiene la predella presumibilmente eseguita per ultima dall'artista nello stesso 1497, un momento, il più adatto, di libera pittura in "punta di pennello". Della letteratura locale solo Pellegrini (1926) sostiene vivacemente l'attribuzione a Perugino limitandosi gli altri, Talamonti (1941), Selvelli (1943), a riportare la notizia ed inclinando Battistelli (1977, 1987) verso l'attribuzione o collaborazione di Raffaello. La predella, dopo essere stata restaurata nel 1881 e nel 1953, in occasione della mostra Urbino e le Marche prima e dopo Raffaello, è stata condotta un'indagine diagnostico conoscitiva che ha portato ad individuare alcuni ritocchi di non grande entità sul manufatto (Seracini 1983)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100246844
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche
  • DATA DI COMPILAZIONE 1990
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • ISCRIZIONI sul retro della predella - XII Luglio MDCCCLXXXI in Fano. Collaudata la riparazione di questo quadro eseguita da Filippo Fiscali di Firenze, in ordine e spesa del Ministero dell'Istruzione Pubblica. La commissione conervatrice di Belle Arti e monumenti, Cav. Giuseppe Vaccari Ispettore; Ms Ciro Antaldi; Comm.re Antonio Panusi Commissari - corsivo -

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