Antica via Lamarmora. paesaggio e figura
stampa di invenzione
post 1900 - ante 1925
Fattori Giovanni (1825/ 1908)
1825/ 1908
Veduta: città. Figure: mendicante. Piante: alberi
- OGGETTO stampa di invenzione
-
MATERIA E TECNICA
carta/ acquaforte
-
ATTRIBUZIONI
Fattori Giovanni (1825/ 1908)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo della Grafica di Pisa
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Lanfranchi
- INDIRIZZO Lungarno Galilei, 9, Pisa (PI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'immagine è caratterizzata da una forte luminosità resa attraverso il susseguirsi di aree chiare e prive di segni e altre più scure e in ombra. Sul margine alto e a destra si notano delle puntinature, meno evidenti in esemplari precedenti, come quello conservato al Museo Civico di Livorno con inventario n. 74/308 91/2014 (Baboni, 2001, p. 107). L'incisione replica il disegno a matita "Via Lamarmora a Firenze", eseguito dall'artista verso gli anni Cinquanta dell'Ottocento. Nell'incisione sono stati aggiunti la figura seduta e gli alberi sullo sfondo (Baboni-Malesci, 1983, p. 520-521). Da notare che l'immagine della stampa e quella del disegno non sono speculari l'una all'altra come avviene di solito, sintomo della maturata abilità di Fattori come incisore. Per la lastra di questa incisione è possibile ipotizzare che sia stata realizzata poco dopo il 1900 poiché presenta similitudini nel segno e nella sintassi grafica con le uniche due incisioni datate (anno 1907), cioè "La vacchina" (Baboni-Malesci, 1983, pp. 278-279) e "I due amici" (Baboni-Malesci, 1983, pp. 290-291). Della stampa in questione esiste un altro esemplare appartenente alla collezione Rosselli conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi con numero di inventario G.D.S.U GAM 327, di tiratura coeva all'esemplare del Museo Civico di Livorno sopracitato e frutto di una donazione dell’ing. Emanuele Rosselli agli Uffizi nel 1925, passato al GDSU nel 1967. È necessario precisare che risulta difficile stabilire una datazione esatta per le singole incisioni di Fattori, in quanto l’artista in vita non eseguì mai tirature sistematiche, né numerò o firmò a mano gli esemplari di suo pugno (la firma si trova spesso incisa direttamente sulla lastra). Solo dopo la morte di Fattori (1908), il suo erede Giovanni Malesci fece eseguire una ristampa di 164 lastre sulle 174 in suo possesso (da cui si ricavarono 166 incisioni) in occasione del centenario di nascita di Giovanni Fattori nel 1925, a cura dell’editore fiorentino Primo Benaglia. Le matrici furono poi donate al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe da Malesci, con divieto di ristampa. Nel 1958, per il cinquantenario della morte di Fattori e in occasione di una mostra alla Calcografia Nazionale di Roma, Malesci autorizzò una nuova tiratura, includendo anche le 10 lastre scartate nel 1925. Infine, nel 1970 venne realizzata una ristampa delle suddette 10 lastre dall’editore pisano Fernando Vallerini. Tutti gli esemplari delle ristampe sopracitate furono numerati e timbrati a secco e sul foglio qui catalogato non compare nessun timbro riconducibile ad esse: è quindi ipotizzabile che sia stato eseguito prima del 1925 e poco dopo il 1900, data in cui si colloca la realizzazione della matrice corrispondente
- TIPOLOGIA SCHEDA Stampe
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico non territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0901392875
- NUMERO D'INVENTARIO 2762
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
- ENTE SCHEDATORE Università di Pisa
- DATA DI COMPILAZIONE 2024
- ISCRIZIONI in basso a destra - Gio. Fattori - corsivo - a incisione - italiano
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0