Madonna con Bambino

rilievo, ca 1455 - ca 1460

Rilievo in terracotta raffigurante la 'Madonna col Bambino'

  • OGGETTO rilievo
  • MATERIA E TECNICA terracotta/ modellatura
  • ATTRIBUZIONI Bardi Donato Detto Donatello (attribuito)
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Donatello, Seguace
  • LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE "Noto alla critica già alla fine dell'Ottocento, questo rilievo in terracotta è oggi per lo più considerato opera di Donatello. Sconosciuta per il momento, la sua ubicazione originaria potrebbe anche coincidere con quella attuale, in via Pietrapiana, all'altezza di quello che un tempo era detto il 'Canto di Nello', all'angolo con via dei Pepi. Recentemente ricostruito da Ilaria Ciseri (2010) il percorso critico relativo all'opera, in assenza di fonti che ne documentino la provenienza, l'ha vista per circa un secolo variamente riferita a seguaci dell'artista. La sua assegnazione alla mano di Donatello giunge invece da Charles Avery nel 1986, che nello stesso anno la pubblica in tre sedi: con la sola 'attribuzione' nel catalogo della mostra fiorentina 'Donatello e i suoi' (Avery 1986a, pp. 153-155) e come opera autografa in due importanti contributi (Avery 1986b, p. 93; Avery 1986a, pp. 175, 181-182), riconfermandola come tale da quel momento in poi (Avery 1989, pp. 232-233; Avery 1991, p. 118; Avery 1994, p. 86). La critica più recente è ormai allineata con lo studioso anche sul fronte della datazione, che si concentrerebbe intorno alla metà degli anni cinquanta, dopo il rientro di Donatello da Padova. L'autografia del rilievo è stata decretata a seguito dell'esame cui fu sottoposto in occasione dell'esposizione del 1986, quando grazie al restauro condotto da Guglielmo Galli fu possibile accertare che "era stato modellato su un supporto ligneo" (Avery 1986a, p. 154), le cui tracce sono ancora visibili sul retro della terracotta. Ciò portò ad escludere che la Madonna di via Pietrapiana fosse stata ottenuta da un calco e consentì anzi di qualificarla come il prototipo da cui erano state tratte le numerose repliche oggi note, anche in stucco e in cartapesta (cfr. Pope-Hennessy 1964; Jolly 1998, p. 139). Risanati in gran parte i danni dovuti alla lunga permanenza in esterno e soprattutto quelli causati dall'alluvione di Firenze nel 1966, la scultura è oggi in buono stato di conservazione e mostra quella sottigliezza di modellato che evoca le creazioni più suggestive delle Madonne di Donatello nel suo periodo maturo. Ilaria Ciseri vi ha evidenziato in particolare "l'interpretazione figurativa della Vergine, che racchiude piccoli ma significativi indizi del ben noto rapporto di Donatello con l'antico. In tal senso la cronologia prossima al periodo padovano verrebbe ribadita non solo dal trattamento delle pieghe e dal modellato dinamico della superficie, ma anche da un impercettibile rimando alla 'Madonna col Bambino' realizzata per l'Altare del Santo (Padova, Basilica di Sant'Antonio, 1450 circa). Un piccolo dettaglio della statua bronzea, il fermaglio della veste a forma di cherubino, più volte messo in relazione con il gorgoneion che nella statuaria antica decorava il petto e lo scudo di Atena (Greenhalgh 1982, p. 153; Stefaniak 2006, p. 92), torna infatti nella terracotta di via Pietrapiana, all'interno di una placchetta rettangolare che chiude il manto di Maria, segnando quasi il centro della composizione". L'evidente interesse storico-artistico della Madonna di via Pietrapiana deriva anche dalla sofisticata sensualità che emana dal tessuto finissimo che avvolge il corpo della Vergine e dal panneggio fitto e leggero distribuito sull'intera figura, connotato da una morbidezza che lo scultore estende anche alle fasce del Bambino, consentendogli di aderire fisicamente all'abbraccio della madre. Ma l'importanza di questa immagine sta pure nel rapporto con altri rilievi di analogo soggetto eseguiti da Donatello nella sua lunga carriera, dalla cosiddetta Madonna di Verona, attestata dalle molte repliche oggi esistenti, alla piccola icona inserita nel Miracolo del neonato che parla (Padova, Basilica di Sant'Antonio, Altare del Santo, 1450 circa). Rispetto ad essi l'opera resta comunque unica nella sua fisionomia e certamente peculiare nella Firenze del tempo, se un artista come Giovan Francesco Rustici ritenne di riproporne una versione quasi identica in bronzo alla corte di Francia, la cosiddetta Madonna di Fontainebleau (Parigi, Museé du Louvre)." Dott. Giorgio Marini, Soprintendenza SPSAE e per il Polo Museale della Città di Firenze
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900745778
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
  • DATA DI COMPILAZIONE 2012

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