Carità

formella, 1474 - 1475

Tre intarsi lignei di forma rettangolare originariamente uniti a creare una spalliera unica, con le tre Virtù Teologali illusivamente sedute su un pancale e separate l'una dall'altra da colonnine (delle quali si scorgono ancora le basi)

  • OGGETTO formella
  • MATERIA E TECNICA legno/ intarsio
  • ATTRIBUZIONI Pontelli Piero (notizie Fine Sec. Xv): esecutore
    Pontelli Baccio (1450 Ca./ 1492)
  • LOCALIZZAZIONE Museo dell'Opera del Duomo
  • INDIRIZZO Piazza del Duomo, Pisa (PI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Le tre Virtù sono state da tempo identificate (Supino 1893 a, p. 174) con le analoghe figure della Fede, della Speranza e della Carità che decoravano la sedia "per mostra per fare lo choro" eseguita per prova per ulteriori incarichi da Baccio e Piero Pontelli, fra l'aprile 1474 e il marzo 1475 (Tanfani Centofanti 1897, pp. 65-66). Garante dell'accordo con l'Opera fu lo stesso Francione, maestro dei Pontelli, il che lascia intendere che si trattasse forse del primo lavoro autonomo eseguito dai due fratelli, che iniziavano così la loro personale carriera. Successivamente le formelle sono state inserite nella sedia realizzata da Girolamo Innocenti nel 1612, la quale fasciava il pilastro cruciforme sud-ovest dell'interno del Duomo. Per poterle inserire nella nuova sedia sono state divise, private delle colonne divisorie (sostituite da parti lignee non originali) e ridotte su tutti i lati. Nel corso del tempo hanno subito ulteriori danni, ai quali si è anticamente ovviato con brutti rattoppi e con una piallatura della superficie, evidenziata dalla differenza di livello, riscontrata nel corso del recente restauro, fra la parte interna e i bordi coperti dalle cornici. La disposizione originaria delle figure è facilmente ricostruibile osservando il loro atteggiamento e la prospettiva delle basi delle colonne; a sinistra si trovava la Fede (con i consueti attributi della croce e del calice), al centro la Carità (con la fiamma nella mano destra e un putto allattante a sinistra), a destra la Speranza (con le mani giunte in atto di preghiera e lo sguardo rivolto al cielo). Si tratta in realtà delle uniche opere ad intarsio sicuramente attribuibili ai due fratelli fiorentini, che mostrano la loro chiara dipendenza stilistica dagli esempi conosciuti del Francione (loro maestro) e soprattutto di Giuliano da Maiano (Ferretti 1982, p. 520). I cartoni utilizzati dai Pontelli per l'esecuzione delle immagini sono stati attribuiti con cautela a Sandro Botticelli (Ferretti 1982, p. 520; lo studioso distingue dalle altre la figura della Speranza, per la quale pensa piuttosto a un disegno di Biagio d'Antonio "o qualcosa di simile"); l'attribuzione può essere pienamente confermata (Novello 1989, p. 147) per quanto è possibile capire dalle parti meglio conservate, in particolare dalla Fede, sottile creazione confrontabile con quanto il Botticelli andava facendo in pittura proprio negli anni nei quali furono realizzate le tarsie
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà persona giuridica senza scopo di lucro
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900665602-3
  • NUMERO D'INVENTARIO 2014OPAOA00665602_03
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
  • DATA DI COMPILAZIONE 1995
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2014
    2007
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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