palmatoria di Cahier Jean Charles (bottega) (secc. XVIII/ XIX)
palmatoria
post 1798 - ante 1809
Cahier Jean Charles (bottega)
1772/ 1849 ca
Palmatoria poggiante su quattro piedini a sfera, composta da impugnatura a profilo liscio unita al piattello, circolare e provvisto di bocciolo a vaso. La terminazione dell'impugnatura è costituita da un elemento cilindrico chiuso da calotta bombata con pomello tornito. La superficie, liscia e specchiante, è decorata da una sottile cornice lungo il bodo esterno, costituita da un motivo a meandro e da due cornici perlinate nel bocciolo. La palmatoria è provvista di custodia a cassetta, contenente anche gli altri arredi del servizio da messa
- OGGETTO palmatoria
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MATERIA E TECNICA
argento/ fusione/ sbalzo/ cesellatura/ bulinatura/ godronatura/ incisione/ doratura
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MISURE
Diametro: 10.5 cm
Altezza: 6 cm
Lunghezza: 33 cm
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ATTRIBUZIONI
Cahier Jean Charles (bottega)
- LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La palmatoria fa parte del servito da messa completato dagli arredi con scheda n. 09/00382319, 09/00642645, 09/00645313, 09/00642280, 09/00645538. Il servito fu donato al Capitolo dei Canonici Fiorentini, (dove risulta infatti negli inventari, cfr. "Oggetti del Capitolo....") da Lorenzo Frescobaldi, il cui stemma campeggia sul calice (09/00382319), sulla palmatoria (09/00644054) e sul vassoio (09/00645313). Egli, nominato canonico della Metropolitana fiorentina nel 1827, svolse successivamente l'incarico di vicario generale e poi capitolare di Fiesole, per esserne infine eletto vescovo dal 1871 fino al 1874, anno della morte (cfr. "Catalogo dei Canonici..."). L' esecuzione degli arredi pare tuttavia essere anteriore alla donazione e collocabile fra il 1798 ed il 1809, grazie alla presenza dei marchi francesi di garanzia del titolo legale dell' argento allora in uso (cfr. Tardy). Non contrasta con la datazione proposta l'impressione del marchio caratterizzato da una testa di donna coronata accompagnata dal numero 1 in campo ovale, che fu impiegato come garanzia del titolo legale dell'argento dal 1794 al 1797, ma che ricorre con frequenza anche sugli arredi parigini degli anni successivi, come punzone "d'essai" o di "responsabilité", senza più valore di garanzia legale (cfr. Morel D.; il marchio è presente su tutti gli oggetti tranne che sul calice). Il punzone identificativo consente di attribuire l'esecuzione degli arredi alla bottega parigina di Jean-Charles Cahier (1772 post- 1849), noto come orafo di Carlo X di Francia e per aver rilevato nel 1819 la ditta di Martin-Guillaume Biennais, il più famoso gioelliere parigino durante il periodo napoleonico. Dal punto di vista stilistico il servito appare improntato ad un elegante equilibrio compositivo e ad una netta semplificazione ornamentale, basata su superfici lisce ravvivate principalmente da cornici con minuti motivi perlinati, a meandro oppure con palmette e foglie lanceolate, di evidente ispirazione neoclassica. La tipologia della palmatoria con profilo liscio, pittello unito all'impugnatura e bocciolo a forma di vaso si inserisce pienamente nelle coeve caratteristiche stilistiche. Lo stesso modello qui impiegato dal Chaier fu ripreso, all'incirca negli stessi anni, da un altro orafo francese, Charles Denis-Noel Martin, nella palmatoria che faceva parte del servito da pontificale conservato nella cattedrale di Gorizia ( il servito fu rubato nel 1956 e ne rimangono soltanto delle fotografie, cfr. "Ori e tesori")
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900644054
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
- DATA DI COMPILAZIONE 2002
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2010
- STEMMI sul manico - garanzia - Marchio - Zecca francese - Galletto affiancato da numero 1 in campo ottagonale
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0