controviolino, 1901 - 1901
De Zorzi Valentino
1837/ 1916

La tavola armonica è in due pezzi simmetrici di Abete rosso a taglio sub - radiale, privo di indentature e a venatura molto regolare, medio larga, con due piccole aggiunte laterali nel punto di massima larghezza della tavola. Non sono presenti perni di posizionamento. Le "effe" sono allungate e oblique, con palette a lati paralleli (ad eccezione della superiore sinistra, a lati divergenti), le superiori più piccole delle inferiori e prive di sguscia. Il fondo è in due pezzi simmetrici di Acero a taglio tangenziale con marezzatura medio - larga perpendicolare alla commettitura. Non sono presenti perni di posizionamento. La nocetta, originale ed integra, è piccola e allungata, con una lieve chiusura alla base. Le sei fasce sono di Acero a taglio sub - radiale con solo un accenno di marezzatura a orientamento non costante. Il manico è di Acero, con marezzatura medio - larga perpendicolare al piano della tastiera. La testa è solidale con il manico. Il riccio è simmetrico e accuratamente rifinito. La vernice è di colore giallo oro, con alcune sgocciolature all'unione tra fondo e fasce nella zona inferiore destra

  • OGGETTO controviolino
  • MATERIA E TECNICA legno di acero/ intaglio, verniciatura
    legno di abete/ intaglio/ verniciatura
    legno di ebano/ piallatura, tornitura
    legno di pero/ tornitura, verniciatura
  • ATTRIBUZIONI De Zorzi Valentino: costruttore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria dell'Accademia
  • LOCALIZZAZIONE Monastero di S. Niccolò di Cafaggio (ex)
  • INDIRIZZO via Ricasoli, 58/60, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il 7 Dicembre 1911 il Ministero autorizza il Conservatorio ad accettare il dono del controviolino del 1908 da parte di De Zorzi, mentre altri quattro vengono donati nel 1932 dal Conte Vieri Ganucci Cancellieri, per il quale viene proposta un'onorificenza ufficiale in segno di ringraziamento. Non è noto come ai cinque controviolini così raccolti se ne sia aggiunto un sesto. L'aggiunta deve comunque avvenire entro il 1939 quando i sei controviolini compaiono nell'elenco degli oggetti imballati dalla ditta Alfredo Massai in vista del trasferimento presso i depositi antibombardamenti della Soprintendenza alle Gallerie e Musei di Firenze. Il 30 Giugno del 1949 Alfredo Del Lungo presenta una fattura per il restauro di cinque controviolini. Nel 1968, nell'ambito dei restauri commissionati in seguito all'alluvione del 1966, Alfredo Del Lungo presenta una fattura per la riparazione del controviolino del 1909. Un mese più tardi sempre Del Lungo si occupa del controviolino del 1908 effettuando alcune incollature tra tavola armonica e fasce, rinfrescando la vernice, rimettendo le corde e registrando l'anima. Solo due dei sei controviolini della collezione vengono esposti alla mostra del 1980: si tratta degli strumenti del 1904 e del 1908. Il controviolino rappresenta il tentativo di realizzare uno strumento da gamba di taglia intermedia tra la viola e il violoncello (accordatura Mi3, La2, Re2, Sol1, un'ottava sotto il violino). Già dallo strumento del 1901, una delle prime realizzazioni di De Zorzi, emerge chiaramente che il controviolino si ispira al violoncello nei rapporti proporzionali fra il contorno e l'altezza delle fasce, le proporzioni del manico e della testa, naturalmente modificandoli nella loro realizzazione. Dal punto di voista stilistico il costruttore utilizza il repertorio di caratteri che ha sviluppato nella costruzione di violini, viole e violoncelli fino a quell'anno: si nota che la voluta del riccio segue i criteri formali personali dell'autore e così la forma delle "effe" , che tuttavia nel controviolino sono di lunghezza assai simile a quella della C e cioè più lunghe rispetto al suo modello abituale, come proporzionalmente è più grande la testa. La nocetta del fondo è invece proporzionalmente più piccola. Tipico della sua liuteria è anche il modo di concepire i filetti e il contorno, entrambi accurati, e le bombature, assai tese e con sguscia ben modellata. Nella testa il maestro svolge un elegante contorno delle ganasce che nella vista laterale partono da una base poco inclinata. La parte terminale del dorso si proietta verso l'esterno, e attraverso una continua diminuzione dell'altezza va a formare la gola che si raccorda con la voluta in pieno equilibrio. E' interessante notare che, secondo i risultati degli esami dendrocronologici, il liutaio sembra aver utilizzato legno antico, probabilmente ricavato da un manufatto, per tutti i controviolini della collezione
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900348863
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Galleria dell'Accademia di Firenze
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
  • DATA DI COMPILAZIONE 2001
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    2010

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