Piede esagonale con due cornici a foglie d'acanto e a ovuli; fusto a sei facce scandite da cartelle che si ristrinse in un nodo a cornice liscio. Sottocoppa, corpo e coperchio presenti solo sulla metà posteriore del reliquiario. Sottocoppa bombato recante un cespo d' acanto e bordo a ovuli; corpo a tre facce con le specchiature centinata e decorate a girali e foglie su fondo satinato e testa di cherubino con pendente di fiori e frutta sui due spigoli interni. Nei tre spicchi, definiti da volute, del coperchio a cupoletta, bordato con facia a ovuli, tre serafini. Alla sommità un'angioletto a tutto tondo seduto sostiene con le mani il supporto su cui appoggia una teca rotonda dalla raggiera a volute con due cherubini, e fasci di raggi e crocetta apicale dorati. Due angeli in volo dalle ali spiegate e le vesti svolazzanti, afferrano il bordo del corpo sul davanti, che rivela al suo interno dorato un'ampollina di cristallo quasi cilindrica fermata in alto e in basso da supporti dorati. Alla base dell'ampolla una piccola teca circolare con raggera a fasci di raggi dorati
- OGGETTO reliquiario
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MATERIA E TECNICA
argento/ fusione/ doratura
- AMBITO CULTURALE Bottega Italiana
- LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Francioni (doc. XL p. 187) trascrive un articolo del monache del 1682: 'per la custodia d'argento di peso once 53 e denari 12 a L. 5 s. 10 l'argento con l'arca dorata (...) 5 d'oro e scudi 25 di fattura in tutto scudi 67'. Egli ci dice anche che fino a quel tempo il vaso ampolla di cristallo nel quale si conserva il sangue miracoloso tenuto in una custodia di legno messa a oro: che per più decoro e onore di detto santissimo miracolo fu fatta una custodia d'argento internamente dorata, ed in questa collocata l'ampolla di cristallo; tutto questo fu fatto a spese di Donna Anna Maria Firenzuoli monaca e posto in uso il 30 dicembre 1682'. Sempre Francioni riferisce che nel 1810 il priore Del Vivo fece lavorare un angioletto d'argento che sostenesse il piccolo ostensorio con le particolare incorrotte salvate dall'incendio del 24 marzo 1595, per riunire così insieme i due miracoli. Attualmente la teca con le partcole è fissata alla base dell'ampolla di cristallo e l' angiolino sostiene un ostensorio vero e proprio. Da un punto di vista stilistico, non essendo stati identificati i punzoni, fra i quali peraltro non compare quello della zecca fiorentina e osservando la tipologia romana di due angeli, è possibile supporre una provenienza diversa da quella fiorentina
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900192434
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- ISCRIZIONI sulla lapide - 1682 - lettere capitali - a incisione -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0