Frutti dell'Amore (recto); Studio di due braccia (verso). frutti dell'amore
disegno preparatorio
post 1600 - ante 1649
Un uomo nudo con la barba, cinge con il braccio sinistro una donna anch'essa svestita, e con la destra indica verso l'alto. Sia sulla destra, che sulla sinistra sono disegnate delle frasche ('recto'); sul 'verso' sono raffigurate due braccia muscolose
- OGGETTO disegno preparatorio
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MATERIA E TECNICA
carta colorata/ matita
- AMBITO CULTURALE Ambito Italiano
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria Estense
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Coccapani
- INDIRIZZO corso Vittorio Emanuele II, 59, Modena (MO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Documentazione archivio ufficio catalogo (scheda non firmata ne datata) "II disegno è tratto da una incisione 'riproduttiva' rovesciata di Agostino Carracci da un dipinto con lo stesso soggetto conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna, ascritto in questo secolo ad un Anonimo veneziano del 1600 circa, a Paolo Fiammingo e ad Agostino Carracci. Il dipinto in discussione fa parte di una serie di quattro conservati a Vienna ciascuno dei quali con allegorie dell'Amore; l'iconografia trae origine da 'Le immagini dei dei de gli antichi' di Vincenzo Cartari. Queste opere sono riprodotte in quattro incisioni: due di Agostino e due firmate Sadeler con 'L'Amor Letheo' e il 'Castigo d'Amore'. Il Malvasia citò per primo le stampe attribuendone erroneamente l'invenzione ad Agostino ('Felsina Pittrice', p. 78), evidentemente perché non conosceva i quadri, a Vienna dal 1773. Incisioni e dipinti si differenziano sotto vari aspetti. Circa 'L'Amore nell'Età dell'Oro', il ruscello che si perde nel fondo dell'ampio paesaggio è stato eliminato e i gruppi di figure in primo piano e in quello intermedio si sono portati più sul centro della composizione. Il risultato è che in entrambe le stampe balza fuori una integrazione delle figure nel paesaggio che i quadri non hanno (le differenze compositive fra dipinti e incisioni, con minore contrasto fra figure molto grandi e figure molto piccole, indicano una volta di più che i quadri e le stampe sono di mani diverse). Bodmer, Kurz e Calvesi/Casale hanno datato correttamente le incisioni sulla fine del nono decennio o ai primissimi anni dell'ultimo. De Grazia (in 'Le stampe dei Carracci', ed.Alfa, Bologna 1984, p. 176-178) le data fra il 1589 e il 1595 per i loro rapporti con altre stampe di questo periodo; lo stile di Agostino non cambia infatti radicalmente fra la fine degli anni ottanta e i primi del decennio successivo. I putti di queste incisioni richiamano quelli da lui fatti fin dal 1581, ma la tecnica del bulino è più aderente alle opere che seguono all'esperienza veneziana del 1589, dove il tratteggio diventa più complicato e la composizione più ricca. Le incisioni a cui il presente disegno si rifa sono tra i pochi esempi che vedono Agostino rovesciare la composizione originale, ed è questo il secondo caso in cui Agostino incide due quadri da una serie di quattro di un artista veneziano. E 'interessante confrontare le stampe con quelle dell''Età dell 'Uomo', fatte sotto la direzione del Goltzius, soprattutto con 'L'Età dell 'Oro' (Bartsch III, 104-3) dove troviamo una composizione analoga divisa in due parti con uno sfondo profondo e figure reclinate per ogni dove (le stampe sono datate 1589 e 1590). Le composizioni dei quadri di Vienna, così come quelle di Goltzius, propongono l'autore in un artista fiammingo. Il ricco colore delle tele, naturalmente, dice che si tratta di qualcuno che aveva famigliari Veronese e Tintoretto. In questo modo Paolo Fiammigno (Pauwles Frank, Anversa 1540-Venezia 1596) è il più titolato alla paternità dei dipinti". La diversità del segno tra il 'recto' (fermo e accademico) e il 'verso' ( più sfumato e mosso) è probabilmente dovuta al fatto che il disegno del 'recto' è desunto da un'incisione, mentre quello del 'verso' è uno schizzo originale dell'artista
- TIPOLOGIA SCHEDA Disegni
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800437194
- NUMERO D'INVENTARIO 745
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Modena e Reggio Emilia
- DATA DI COMPILAZIONE 2008
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- ISCRIZIONI sul recto in alto a sinistra - 157 n 27 Numerazione inventariale dell'Accademia di Belle Arti di Modena (ASMO 1811). Stessa grafia ritrovata nei disegni inv. 723-735-736-739-745-751-752-754-755-757-761-763-766-768-770-772-778-779-78 2-784-785-786-792-797-801-805-826-834-838-839-841-855-857-862-863-865-866- 870-871-874. Il disegno è a matita rossa ('recto' e 'verso') - numeri arabi - a penna -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0