allegoria della Vittoria come aquila

monumento ai caduti ad obelisco, 1923 - 1923
Ditta Leoni
notizie seconda metà sec. XIX-prima metà sec. XX

Monumento ai caduti a forma di obelisco costituito da un pilastro marmoreo che presenta, nel lato sud, l'epigrafe in caratteri bronzei applicati, invece lungo tutti e quattro i profili a risalti del pilastro sono incisi i nomi di tutti i militari caduti nel primo conflitto mondiale del comune di Bardi; suddivisi a seconda dell'anno di morte (il lato sud raccoglie i morti del 1915, quello est i morti del 1916, quello nord del 1917, quello ovest del 1918) e disposti in ordine alfabetico (con l'aggiunta del luogo di nascita). Il monumento presenta un plinto a pianta quadrangolare in granito scolpito, a sua volta sorretto da due gradi sempre di forma quadrata, nei quattro lati del dado dei montanti con lastre marmoree applicate presentano eprigrafi incise e firmate riferite a singoli momenti e battaglie della grande guerra. La decorazione in bronzo presenta quattro spade con ghirlande di alloro sopra i contrafforti in basso, mentre all'estremità dell'obelisco quattro aquile stilizzate sorreggono un coronamento in bronzo con inserto marmoreo a fascia segnato da motivi geometrici a zig-zag. Nel lato ovest troviamo inciso il nome della ditta Leoni che eseguì l'opera e una targa marmorea in caratteri bronzei applicati a ricordo dei caduti della seconda guerra mondiale

  • OGGETTO monumento ai caduti ad obelisco
  • MATERIA E TECNICA granito/ incisione
    bronzo/ fusione
    marmo/ intaglio/ incisione
  • MISURE Altezza: 600cm
    Larghezza: 600 cm
    : 400cm
    : 400 cm
  • ATTRIBUZIONI Ditta Leoni
  • LOCALIZZAZIONE Piazza Vittoria
  • INDIRIZZO Piazza Vittoria, Bardi (PR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Nell'Archivio comunale di Bardi, nella categoria Lavori Pubblici- Corrispondenza Ordinaria del 1920-23 vengono menzionati i primi progetti e acquisti da parte del Comune dei terreni (di proprietà privata) dove oggi sorge il monumento ai caduti, così da poter ampliare la piazza prospicente il Municipio (già esistente) e far sorgere il "parco delle Rimembranze". In una delibera del consiglio comunale di Bardi del 17 marzo 1923, il sindaco di allora (Mazzadi Giovanni, già ufficiale di fanteria) ravvisa l'oppurtunità di prendere un'area ubicata sulla parte alta della borgata così da impedire che altre case in costruzione rendessero difficile l'ampliamento della piazza. Mazzadi specifica testualmente: "sull'area stessa, al fine di assolvere un doveroso tributo di riconoscenza verso coloro che sacrificarono la vita per la redenzione della Patria, è in progetto di far sorgere il parco della Rimembranza con il monumento ai caduti". Così il sindaco delibera di pagare L.30.000 al signor Rabaiotti Antonio, proprietario del terreno in oggetto, ed in quest'area, di 2041,5 mq, costruire il parco ed il monumento ai caduti del comune di Bardi e Boccolo de Tassi (quest'ultimo fu capoluogo di Comune, dal 24 settembre 1923, con regio decreto n. 2056, passò sotto il comune di Bardi, ed entrambi passarono dalla Provincia di Piacenza a quella di Parma, cfr. bibliografia). In data 30 marzo 1923 viene formato nel Comune di Bardi un "Comitato Parco della Rimembranza", che aveva il compito preciso di creare il monumento ai caduti, ottemperando ad una specifica direttiva emanata dal Sottosegretario di Stato. Considerando queste notizie e alcune fonti bibliografiche (come l' elenco dei militari morti nella guerra 1915-1918 del Comune di Bardi e ex Comune di Boccolo dei Tassi redatto da Giuseppe Conti, cfr. bibliografia) dobbiamo ritenere che il monumento venne eretto verso la fine del 1923. Lo conferma il fatto che nel monumento non vengono menzionati i caduti di Boccolo dei Tassi, che infatti all'epoca (fino alla fine del 1923) era ancora comune ed aveva il proprio monumento (esistente ancora oggi)(cfr. bibliografia). Il monumento venne realizzato e firmato dalla ditta Leoni di Parma, che deve considerarsi una della più rappresentative dell'area parmense del primo quarto del XX secolo, attiva soprattutto nel cimitero parmense tra l'ultimo quarto del XIX secolo e i primi decenni del secolo successivo (ma anche nella decorazione di lapidi e monumenti in chiese e cimiteri della provincia, specializzata nella monumentalistica ai caduti). La ditta faceva capo all'architetto parmigiano Ettore Leoni (1886-1968) che negli anni tra il 1913 e il 1960 realizzò importanti opere architettoniche a Parma (palazzo Marchesi, Banca nazionale dell'Agricoltura, Stadio Tardini, la parte della Ghiaia lungo viale Mariotti ecc...) e venne giustamente considerato tra i più importanti architetti cittadini dell'epoca (cfr. bibliografia). Un documento pubblicato molto utile per conoscere la storia dei militari caduti nel comune di Bardi è l'elenco stilato da Giuseppe Conti, libro che nasce come ricordo di tutti i Bardigiani morti nel primo conflitto mondiale e per commemorare il centenario della morte del Capitano Pietro Cella. I nomi dei caduti sono tratti dal testo redatto dal Ministero della Guerra (cfr. bibliografia), dal monumento ai caduti in bardi capoluogo, dai monumenti, dalle lapidi e cappelle poste nelle frazioni del territorio bardigiano, i nomi delle località di provenienza dei caduti sono tratti dalle stesse fonti e dai registri di stato civile comunali. Nel comune di Bardi (come detto all'epoca comprensivo del territorio dell'ex comune di Boccolo dei Tassi) i caduti sono circa 201, su di una popolazione complessiva dei due comuni di circa 10.000 persone; l'età media dei soldati caduti è di circa 23 anni. Anche da alcune nazioni in cui sono nati questi caduti si può comprendere il forte legame della valle con l'emigrazione, infatti alcuni di questi giovani erano nati in Gran Bretagna, Francia, Svezia, U.S.A., Romania. Si tratta in questo caso di quella che gli studiosi del fenomeno migratorio valcenese definiscono come la terza ed ultima fase nella quale l'emigrazione territoriale si allinea con quella del resto della nazione nel primo ventennio del XX secolo, la storia dell'emigrazione di questa zona non è più legata al singolo o alla singola famiglia (come era invece nelle fasi precedenti, la prima fino al 1880 circa, definita fase di "ricognizione o esplorazione, la seconda fase, che vede le nuove generazioni migrare in un arco di tempo tra il 1880 e l'inizio della prima guerra mondiale) ma abbraccia l'intera popolazione, diventa fenomeno di massa, esasperato anche dalle sfavorevoli condizioni sociali ed economiche negli anni durante e dopo la guerra (cfr. bibliografia). Un esempio interessante é quello del capitano Ettore Marchand, pluridecorato e medaglia d'Argento alla memoria, nato a Bardi nel 1894, ventunenne (continua in annotazioni)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800429509
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • DATA DI COMPILAZIONE 2007
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
    2016
  • ISCRIZIONI in alto al centro, lato sud - BARDI/ AI G[- - -]ORIOSI/ SVOI FIGLI/ ANNO 1915/ ANTONIAZZI A. - COSTALTA/ ANTONIAZZI L.- COSTAGEMINIANA/ BACCHETTA GIOVANNI - GAZZO/ BELLI BARTOLOMEO - VISCHETO/ BERNI BARTOLOMEO - PARETO/ BERNI LUIGI - BARDI/ BIOLZI GIUSEPPE - GRAVAGO/ CORDANI G. - CHIESABIANCA/ FERRARI ANGELO - BOE/ GAMBARINI G. - CASANOVA/ GASPARINI G. - GRAVAGO/ MINETTI GIOVANNI - BARDI/ MORUZZI DOMENICO - SIDOLO/ MORUZZI GIOVANNI - GAZZO/ OBERTELLI PIETRO - GREZZO/ POLLEDRI GIOVANNI - GREZZO/ ROSSI GIUSEPPE - CREDAROLA/ SIDOLI ERNESTO - LEZZARA/ SIDOLI SILVESTRO - CREDAROLA/ SPERONI GASPARE - LANDOLO/ STERLINI UMBERTO - GRANELLI/ TEDESCHI G. - CASANOVA/ MORUZZI GIUSEPPE - S. SIRO - Cocconi I - lettere capitali - a solchi -

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