Scipione restituisce la moglie a Luceo

dipinto,

Composizione piramidale della scena con Scipione al vertice assiso su un trono su struttura a gradini, attorno al quale si inginocchiano una giovane donna che porta un vassoio con vasi preziosi e un giovane avvolto da un manto blu. Il giovane è identificato con Luceo, principe dei Celtiberi, che conduce da Scipione la moglie. In primo piano, al centro, poggiati su un drappo, compaiono altri grossi vasi, parte dell'offerta del principe. Chiude la scena, sulla sinistra, un paggio che porta elmo e scettro. Sullo sfondo si intravede un soldato, in lontananza insegne ed aste

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • ATTRIBUZIONI Giovanni Battista Lenardi
  • LOCALIZZAZIONE Piacenza (PC)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'opera, che fa pendant con la "Morte di Giunio Bruto" sempre di mano del Lenardi, è registrata nell'inventario del palazzo di Roma con la corretta attribuzione (Inventario, 1735, f. 21 v., in Periti, 1994, p. 64); dal Pozzi nel 1760 fu stimato sessanta scudi (Rossi, 1978, p. 223). Giunte a Piacenza l'anno successivo, le tele furono notate per primo dal Carasi (1780, p. 129) che non ne riconobbe l'autore e parla di "due tavole, che figurano due avvenimenti di Storia Romana"; anche Buttafuoco ne rilevò l'alta qualità senza proporre alcuna attribuzione (Buttafuoco, 1841, p. 244). Il Pancotti riconobbe invece la mano del Lenardi nell'opera che lesse come raffigurante Coriolano, pregato dalla moglie Veturia e dalla madre Volunnia di recedere dal proposito di marciare su Roma (Pancotti, 1932, p. 12). Una corretta lettura iconografica si deve al Rossi che, rifacendosi alle fonti - l'inventario steso del cardinale nel 1735 - , indicò nel giovane seduto sul trono Scipione (Rossi, 1939, p. 24). Le pitture giunsero forse nelle mani del Cardinale attraverso l'acquisizione della collezione di mons. Richard Howard (Periti, 1993, p. 231). In quest'opera Lenardi ripropone il dinamismo barocco di matrice cortonesca che aveva appreso attraverso l'alunnato presso Lazzaro Baldi. Da segnalare anche la cornice dell'epoca, intagliata e dorata, che conferisce grandiosità alle pitture. La tela, insieme all'altra che raffigura la "Morte di Giunio Bruto" è stata restaurata in occasione della mostra "Arte e Pietà. I patrimoni culturali delle Opere Pie", ha recuperato la freschezza del colore e la sua leggibilità
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800306749
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • DATA DI COMPILAZIONE 1995
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • ISCRIZIONI retro - Originale del quondam Gio. Battista Lenardi primo discepolo nella fama del quondam Lazaro Baldi -

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE - Giovanni Battista Lenardi

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'