storie di San Corrado Confalonieri
Nello spicchio verso la navata centrale e quindi in senso antiorario: sulla sinistra un santo barbuto genuflesso ed in meditazione, posto al di qua di una roccia, gli si avvicina dalla destra un vescovo (il Vescovo di Noto si reca a visitare San Corrado Confalonieri). Alle loro spalle si nota sullo sfondo la raffigurazione di un borgo sui monti, anticipata da alberi (un palmizio sulla sinistra ed un tronco sulla destra del prelato). Nel vertice superiore dello spicchio è raffigurata l'apparizione di una Santa (?) retta da due angeli svolazzanti. Al centro della scena ed all'interno di una grotta, il Santo distribuisce il pane a due donne, l'una genuflessa e l'altra con un bambino tra le braccia. Intorno si dislocano altri poveri. Sulla sinistra, al di fuori della grotta, un angelo, ripreso di spalle, regge un cesto colmo di pane, distribuendolo ad una donna al suo fianco. Una lunga processione di cittadini e prelati si snoda lentamente con andamento sinusoidale a partire dal primo piano fino al fondo della scena, dove si intravvedono degli edifici cittadini. Al centro della scena, in primo piano, campeggia una portantina retta da quattro portatori un costumi seicenteschi, sulla quale siedono dei bambini. Una donna siede con le mani giunte verso la portantina collocata nell'
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
muratura/ intonacatura/ pittura
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ATTRIBUZIONI
Gallani Giovan Battista (notizie 1613)
- LOCALIZZAZIONE Piacenza (PC)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Gli affreschi decorano la volta dello scomparso altare dedicato a S. Corrado Confalonieri, altare fatto erigere dal nobile Gian Luigi Confalonieri divenuto sacerdote dopo la morte della moglie avvenuta tra il 1612 ed il 1614, la cui pala era costituita dal dipinto di Lanfranco, rappresentante S. Corrado, quadro trasportato in Francia nel 1803. Gli affreschi nella volta spettano invece, come si evince dalla scritta, al Gallani, che si dice di Lodi e qui attivo nel 1613. L'autore, come già notava il Carasi nel 1780 (p. 28), è pressocché sconosciuto come del resto la cultura figurativa lodigiana tra la fine del '500 e la prima metà del secolo successivo, quanto conosciuto mostra per altro la cittadina lombarda non aliena dall'accogliere spunti nuovi di cultura milanese dai Nuvoloni e i Montalto e soprattutto da Camillo e Giulio Cesare Procaccini, affiancati dagli insegnamenti provenienti dalla fitta colonia di artisti cremonesi presenti nel lodigiano, primi tra tutti da Giovan Battista Trotti detto il Malosso (cfr. AA. VV., Pittura tra Adda e Serio-Lodi, Treviglio, Caravaggio, Crema, Milano 1987, pp. 15-30). Qui i personaggi messi a mo' di quindi, fortemente ingigantiti in primo piano, o che sbucano improvvisamente, paiono proprio rimandare ad esiti della pittura milanese controriformata che ebbe tra gli interpreti i tre fratelli della Rovere, riletti alla sorta di un classicismo alla Camillo Procaccini, che ferma le masse ed alleggerisce le figure
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800267562
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0