organo, 1600 - 1799

Collocato in cantoria sulla porta principale della chiesa esterna. Cassa lignea, posta su basamento indipendente, con ante lignee, con fregi intagliati e con decorazione a tempera. Facciata di 15 canne da Sol diesis 2, a tre cuspidi(5/5/5); labbro superiore "a mitria"

  • OGGETTO organo
  • MATERIA E TECNICA legno/ intaglio/ pittura a tempera
  • ATTRIBUZIONI Gian Domenico Detto Brescianino
  • LOCALIZZAZIONE Modena (MO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La chiesa, oggi annessa al Convento delle Suore Domenicane, apparteneva anticamente alle monache della Beata Vergine Assunta o più comunemente monache della Madonna, che la eressero nella prima metà del sec. XVII. Era ed è tuttora composta da una chiesa esterna e da una interna. Nel 1752, in occasione del rifacimento della chiesa interna, le monache avevano già un organo, che trasportarono dalla cantoria della chiesa esterna ad una fatta costruire in quella interna. In tal modo alcune religiose poterono iniziare a suonare lo strumento. Qualche anno dopo, nel 1761, si presentò l'occasione di acquistare un organo messo in vendita dalla confraternita della Carità Cruciata in occasione della sua forzata aggregazione alla confraternita di S. Pietro Martire. Si trattava probabilmente dello strumento acquistato dai confratelli nel 1706 da Francesco e Domenico Traeri. L'organo dovette essere posto sulla cantoria soprastante la porta maggiore della chiesa esterna e rimasta libera dal 1752. Nel 1783, per ordine ducale, le monache della Beata Vergine dovettero abbandonare la chiesa e unirsi a quelle di S. Paolo. Convento e chiesa passarono di proprietà all'Opera Pia, che vi istituì un Ritiro per le Cittadine povere e specialmente orfane (aperto nel 1786). A questo istituto furono unite anche le Orfane di S. Catterina e le Putte del Vescovo. Almeno uno dei due organi rimase allora nella chiesa a disposizione del Ririto. Contemporaneamente, sempre nel 1783, pare fosse fatto acquisto dell'organo che si trovava nella chiesa di S. Salvatore, dei soppressi PP. Serviti (rifatto da Domenico Traeri nel 1708). Uno dei due organi, più probabilmente quello appartenuto in precedenza alla confraternita della Carità Cruciata, dovrebbe essere quello ancora oggi esistente sulla cantoria della chiesa esterna. Da un inventario redatto nel 1788 risulta che vi fosse a disposizione del Ritiro un solo organo, nella chiesa interna. Poco tempo dopo, nel 1792, troviamo invece inventariato un organo nella cantoria della chiesa esterna e non viene più indicato quello dell'interna. E' possibile, ma non certo, che si tratti dello stesso strumento traslocato in quegli anni. Con l'avvento della dominazione francese il Ritiro fu riconosciuto come Opera Pia Laicale; non fu peraltro soppresso nel 1798 e gli arredi rimasero al loro posto. Al ritorno degli Estensi a Modena il duca Francesco IV decise di far rivivere, nel Ritiro delle Cittadine, il Collegio di S. Catterina, affidandone la direzione alle Terziarie di S. Domenico, dette Domenicane dal 1818, quando cambiarono in parte il loro ordinamento e divennero soggette a clausura, vestendone l'abito. La chiesa fu rifabbricata nel 1847. E' probabilmente in questo periodo che fu acquistato l'organo di Alessio Verati che oggi si conserva in una cantoria della chiesa interna
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800235718
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Modena e Reggio Emilia
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Modena e Reggio Emilia
  • DATA DI COMPILAZIONE 1991
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2010

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