angelo reggistemma

rilievo, post 1909 - ante 1912

edicola neogotica custodente angelo reggistemma

  • OGGETTO rilievo
  • MATERIA E TECNICA pietra d'istria
    marmo verde
    marmo rosso di Verona
    Cotto
  • AMBITO CULTURALE Produzione Veneziana
  • LOCALIZZAZIONE Palazzina Stern
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE il rilievo è opera degli inizi del XX secolo a imitazione di scudi gotici {" [...] Venezia nell'Ottocento e nei primi del Novecento fu uno dei centri dove più attiva fu la produzione di falsi scultorei, specie pseudomedioevali"(Rizzi, 1997)}. Dorigo, storico dell'arte veneziana, asserisce che: " [...] gli stemmi petrinei famigliari, collocati frequentemente nel soprapporta o in altre zone evidenti della facciata, [...] assumono volentieri nella maggior parte dei casi una funzione protettiva oltre che affermativa di proprietà, poiché si accompagnano quasi sempre con un'immagine angelica. [...] Purtroppo, l'appartenenza della gran parte degli stemmi pervenuti intatti risulta oggi non riconoscibile, sia perché in gran maggioranza essi sono stati scalpellati o abrasi nel 1797, e in tal modo si è perduta la possibilità di documentare l'appartenenza dell'edificio con riferimento ad altri eventuali coefficienti di datazione [...]; i primi esemplari dovettero costituirsi come semplice inserimento dello scudo in una cornice a doppio dentello – divenuta usuale per ogni genere di rilievi nella seconda metà del Duecento -, che ne seguiva sostanzialmente la forma [...]. Tuttavia ben presto lo scudo è stato posto a campeggiare in un rettangolo, lasciando le sprandille laterali a una sintetica decorazione fogliacea, e infine le cinghie a nodo, mediante le quali esso veniva appeso, vennero sostituite da un sostegno ben più "sicuro", quello di un angelo a mezzo busto, che comportava l'assistenza celeste sulla famiglia e sulla sua casa. Il modello ottenne larghissima diffusione, anche se lasciò la libertà di molte varianti: il formato rettangolare della lastra fu con progressivo favore modificato mediante una parte superiore a timpano, che consentiva di offrire uno spazio maggiore alla protome angelica". L'edificio al quale è affisso il rilievo, fatto erigere in parte (piano terra e piano primo), agli inizi del XX secolo (1909-1912), per volontà della proprietaria, la scrittrice Ernesta de Hierschel Stern; è uno spiccato esempio di architettura neogotica veneziana arricchita da materiali decorativi antichi. L'incarico del progetto edilizio fu assegnato all'architetto Giuseppe Berti e all'artista - decoratore Raffaele Mainella che idearono una dimora a un piano che insiste su un portico retto da colonnine ioniche e architravi lignei. Le fondazioni del palazzo poggiano nell'area occupata precedentemente da Palazzo Malpaga, tipica costruzione gotica affacciantesi sul Canal Grande. La demolizione di tale dimora è ipotizzata verso il secondo quarto del XIX secolo; dal Catasto Napoleonico l'edificio risulta ancora abitato mentre nei due catasti successivi esso viene qualificato come area di deposito (in alcune incisioni di Dionisio Moretti appaiono solamente le mura di cinta). La palazzina con i cambi di proprietà subì delle profonde modifiche: in particolare fu soggetta alla sopraelevazione di un secondo (1927) e di un terzo piano che ne sfalsò l'immagine originaria, appesantendo nell'insieme la struttura architettonica. Nel 1970 il palazzo venne acquistato dall'Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Statale. Nel primo decennio del XXI secolo, modificata la destinazione d'uso (albergo), fu oggetto di restauro artistico-architettonico
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500640551
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna
  • DATA DI COMPILAZIONE 2013

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