maschera di Okame
fermaglio
1700-1799
Shuzan (attribuito)
notizie sec. XVIII
Netsuke in legno tipo katabori raffigurante maschera di Okame
- OGGETTO fermaglio
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MATERIA E TECNICA
legno/ scultura
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MISURE
Altezza: 4.5 cm
Larghezza: 4 cm
- AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
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ATTRIBUZIONI
Shuzan (attribuito): scultore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
- LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
- INDIRIZZO S. Croce 2076, Venezia (VE)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I netsuke sono lavorazioni in miniatura in legno o avorio, nati originariamente per impedire che piccoli oggetti che si portavano alla cintura come borse per il tabacco o inrō (scatoletta in cui venivano conservate erbe medicinali e, talvolta, tabacco) scivolasse dall’obi (sorta di cintura) del kimono maschile, svolgendo dunque un ruolo funzionale. Tuttavia, l’alto livello artistico raggiunto da molti di questi oggetti attirò profondamente l’interesse degli occidentali giunti in Giappone i quali, date le dimensioni ridotte dei netsuke, poterono trasportarne facilmente grandi quantità in Occidente. I soggetti raffigurati in queste vere e proprie opere d’arte potevano essere animali, scene di vita quotidiana o di racconti popolari, personaggi folklorici, maschere o altri riferimenti al teatro nō, come nel caso dell’oggetto qui analizzato. Okame, con i suoi occhi sottili e il volto paffuto e sorridente, esprime benevolenza e prosperità. È conosciuta anche con il nome di Oto, associato al teatro kyōgen, in cui la maschera viene usata per i ruoli di donne non attraenti. Nelle rappresentazioni folkloriche di tradizione Edo appare spesso in coppia con Hyottoko, e gli attori che indossano queste maschere mettono in scena, in tali occasioni, episodi umoristici. Pare anche che un tempo esistessero cantastorie itineranti che indossavano questa maschera. Nelle rappresentazioni folkloriche la maschera di Okame viene usata anche per il ruolo della dea Uzume, sempre dal contesto del kagura, la dea shintō della danza. Uzume riveste, inoltre, un ruolo fondamentale nella creazione del teatro, poiché la danza che eseguì di fronte alla Caverna Celeste, in cui la dea Amaterasu si nascose, viene tradizionalmente considerato l’atto originario delle arti performative in territorio giapponese. Non è un caso, infatti, che Zeami Motokiyo (XIV-XV secolo), fondatore del teatro nō così come lo conosciamo oggi, nel "Fūshikaden" (trattato sul nō) includa tra le ipotesi sulle origini del teatro nō proprio il celebre “episodio della caverna”
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500301736
- NUMERO D'INVENTARIO 7797
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- DATA DI COMPILAZIONE 1969
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
2026
- ISCRIZIONI sul verso, lato destro ponte himotoshi - 舟山 SHUZAN - ideogrammi - a solchi - giapponese
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0