Madonna con Bambino, San Giuseppe, Santa Caterina d'Alessandria e Santa Caterina da Siena

pala d'altare, ca 1640 - ca 1650

Personaggi: Madonna; Gesù Bambino; Santa Caterina d'Alessandria; Santa Caterina da Siena

  • OGGETTO pala d'altare
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • ATTRIBUZIONI Del Cairo Francesco (1607/ 1665)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa della Certosa delle Grazie
  • INDIRIZZO viale Monumento, 4, Certosa Di Pavia (PV)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La pala, raffigurante la Vergine accompagnata da Santa Caterina da Siena nell'atto di baciare amorosamente i piedi del Bambino e Santa Caterina d'Alessandria con in mano un giglio che riceve dallo stesso Bambino la palma del martirio, orna l'altare della quinta cappella a sinistra, dedicata appunto a Santa Caterina. Sullo sfondo si stagliano un castello e una piramide, mentre dalla gradinata intermedia assiste alla scena San Giuseppe, che rimane in penombra. E' opera di Francesco Cairo, fautore della nuova veste seicentesca della cappella insieme a Giovanni Battista Carlone (autore degli affreschi). L'ancona del Cairo andò a sostituire il dipinto quattrocentesco di analogo soggetto del Bergognone, trasferito dai certosini nell'oratorio del Rebecchino, di proprietà del monastero, e oggi conservato alla National Gallery di Londra. ||Se l'attribuzione della pala al Cairo è indubbia, maggiori problemi crea la datazione, ancora oggi discussa. Dopo aver rifiutato una proposta di datazione a prima del 1645, la critica si è in genere attestata su una collocazione intorno al 1660, contestualmente agli interventi di decorazione a affresco della cappella e di riconsacrazione dell'altare (1661). E' stato tuttavia notato che tale datazione risulta incongrua allo stile della pala, che per i suoi toni cromatici accesi, la stesura pittorica ricca e i richiami a Van Dyck e a Pietro da Cortona sembra più vicina alle opere dell'artista della fine del quinto-inizio del sesto decennio del Seicento, come ad esempio la pala di San Salvario di Torino (1645-1646) e la "Vergine che appare a Petrina Tesio" del Santuario dell'Apparizione a Savigliano (1647). Tale datazione sembra confermata dal confronto tra la Santa Caterina da Siena pavese e la Santa Teresa della Trasverberazione nella chiesa di Santa Maria di Nazareth a Venezia (1650 ca.), entrambe caricate di drammaticità espressiva. Nella pala della Certosa i richiami a Van Dyck sono evidentissimi e segnano uno dei momenti di più forte vicinanza del Cairo al pittore fiammingo. La figura della Madonna riprende puntualmente il modello della "Madonna col Bambino e Sant'Antonio" di Van Dyck (già a Parigi e oggi alla Pinacoteca milanese di Brera), che il Cairo poteva aver conosciuto grazie alle incisioni di Gillis Rousselet o alle stampe di Paul Potius. Altre opere vandyckiane che potrebbero aver ispirato il pittore sono la Crocifissione di San Michele di Pagana presso Rapallo e la Sacra Famiglia oggi al Kunsthistorishes Museum di Vienna. La lezione di Van Dyck viene tuttavia filtrata attraverso i richiami alla pittura genovese (in particolare al Grechetto) e le nuove tendenze barocche avvertibili nel panorama milanese contemporaneo
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0300702300
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza Pavia Sondrio Varese
  • DATA DI COMPILAZIONE 2011
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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