apostoli

dipinto murale, ca 1492 - ca 1493

Personaggi: San Bartolomeo; San Filippo; San Giacomo Maggiore; San Giacomo Minore; San Giovanni; San Paolo; San Pietro; San Simone; San Taddeo; San Tommaso; Sant'Andrea

  • OGGETTO dipinto murale
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a fresco
  • ATTRIBUZIONI Bernardino Di Stefano Da Fossano Detto Bergognone Bernardino (attribuito): esecutore degli apostoli del transetto sinistro
    De Mottis Iacopino (attribuito): esecutore di San Giovanni (transetto sinistro)
    Ambrogio Da Fossano Detto Bergognone (bottega): esecutore degli apostoli del transetto destro
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa della Certosa delle Grazie
  • INDIRIZZO viale Monumento, 4, Certosa Di Pavia (PV)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE I tondi con i dodici apostoli ornano la parte superiore delle pareti del transetto. Le mezze figure sono inserite all'interno di oculi scorciati prospetticamente e decorati da corone di foglie e frutti, da cui pendono i cartigli che riportano i nomi degli apostoli. L'idea di rappresentare i busti entro oculi scorciati dal basso riprende il motivo già utilizzato da Vincenzo Foppa nella Cappella Portinari in Sant'Eustorgio a Milano e sfruttato anche nella decorazione di Santa Maria delle Grazie, mentre l'inserto delle ricche corone vegetali sembra rifarsi ai festoni dipinti nella parte inferiore del polittico di Treviglio. Partendo dalla parete sinistra del transetto sinistro, procedendo in senso orario per percorrere l'intero transetto, si incontrano gli apostoli Giovanni, Simone, Tommaso, Giacomo Maggiore, Matteo, Taddeo, Giacomo Minore, Bartolomeo, Paolo, Pietro, Andrea e Filippo.||Nel Manoscritto Braidense, che contiene le seicentesche "memorie" della Certosa di Pavia, "li dodici apostoli nelli tondi a mezza persona" sono citati tra le opere pagate a Ambrogio e Bernardino Bergognone fra il 1492 e il 1494. Tale datazione andrebbe ulteriormente ristretta in base alla data inscritta in una lesena della parte di parete sottostante alla fascia degli apostoli, che con la sua indicazione "settembre 1493" pone un termine ante quem per l'esecuzione degli affreschi nella parte alta del transetto. L'autografia bergognonesca dell'intera serie degli apostoli, di cui si dubitava già nell'Ottocento, è stata smentita dagli studi di R. Battaglia. La studiosa, in base a una puntuale analisi stilistica delle figure, è giunta a individuare due diverse compagnie di pittori attivi nella parte superiore del transetto: un'équipe diretta da Ambrogio Bergognone (presumibilmente l'ideatore dell'intera decorazione affrescata della chiesa) sarebbe responsabile della realizzazione degli apostoli del transetto destro; un'altra compagnia, in cui si distinguerebbero le personalità di Jacopino de Mottis e di un maestro di formazione bramantesca, avrebbe invece dipinto gli apostoli del transetto sinistro e il San Bartolomeo del transetto destro. Gli apostoli bergognoneschi possono essere confrontati con le figure affrescate dal Bergognone nelle testate dei transetti, rilevando una stretta somiglianza tipologica e stilistica. Non tutti gli apostoli possono tuttavia essere attribuiti direttamente alla mano del maestro, mostrando alcuni una fattura più sommaria e una minore espressività. Nel transetto sinistro, la compagnia jacopinesco-bramantesca si distinguerebbe invece per la scelta di rappresentare le figure con uno scorcio più accentuato, per una maggiore espressività dei volti, talvolta animati da una carica quasi aggressiva, e per una immediatezza di gesti e di sguardi che manca agli apostoli bergognoneschi. Il San Giovanni si dovrebbe a Jacopino de Mottis: probante sarebbe il confronto con i Patriarchi della volta della quinta cappella di destra e con l'angelo alla destra della Vergine nel trittico di Susa, autografo del de Mottis. Gli altri apostoli (insieme al San Bartolomeo del transetto destro) sarebbero invece opera del cosiddetto "maestro bramantesco". Tale maestro, la cui mano è stata individuata anche negli angeli reggifestone e in alcuni tondi dello zoccolo e della volta del transetto sinistro e nei tondi della volta della navata maggiore della chiesa, è stato tentativamente identificato dalla Battaglia con Pietro da Velate (di cui non si conosce alcuna opera certa), documentato in Certosa con la qualifica di pittore proprio negli anni in cui venne realizzata la decorazione a affresco della chiesa. A tale artista viene riferita anche l'Adorazione del Bambino della Pinacoteca di Pavia, in cui l'angelo frontale sarebbe vicino alla figura di San Bartolomeo. Secondo S. Buganza (1997), il "maestro bramantesco" potrebbe essere identificato con il fratello di Ambrogio, Bernardino Bergognone, di cui però si conosce per certo solo il San Rocco (firmato e datato 1523) della Pinacoteca di Brera. Recentemente M. G. Albertini Ottolenghi (2010) ha avanzato un'altra ipotesi sul gruppo di opere della Certosa attribuito a Pietro da Velate dalla Battaglia prima e da Romano poi (2007), con l'individuazione di una personalità di formazione bramantiniana che fonti documentarie indicano in Certosa tra il 1490 e il 1509: si tratta di Cristoforo de Vulpis, cognato di Bramantino, forse presente anch'esso in Certosa intorno al 1490. Gli ultimissimi studi (B. Bentivoglio Ravasio, 2011) tornano tuttavia a propendere per il fratello di Ambrogio Bergognone, Bernardino (documentato nelle Memorie braidensi proprio a proposito degli apostoli del transetto), che verrebbe così ad assumere una personalità artistica di forte rilievo che lo riscatta dalla situazione di quasi anonimato nella quale è vissuto finora
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0300702354-0
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza Pavia Sondrio Varese
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza Pavia Sondrio Varese
  • DATA DI COMPILAZIONE 2011

BENI COMPONENTI

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