A messa prima

dipinto

Il dipinto è inserito in una cornice moderna, lineare di colore chiaro, pass-partout dorato

  • OGGETTO dipinto
  • ATTRIBUZIONI Bozzalla Giuseppe (1874/ 1958): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo del Territorio Biellese
  • LOCALIZZAZIONE Convento di S. Sebastiano (ex)
  • INDIRIZZO Via Quintino Sella 54/b - Biella, Biella (BI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Presentata alla Promotrice torinese del 1919, l'opera fu esposta fuori catalogo (Angelo Dragone, comunicazione orale). Se ne perdono le tracce sino al 1929, quando risulta esposta alla mostra personale dell'artista come proprietà di Rodolfo Minetti [Opere del pittore Giuseppe Bozzalla, s.d. (ma 1929), p.n.n., tav. XXI]. Nel 1972 viene donata al Museo Civico di Biella dall'industriale laniero Rodolfo Caraccio, unitamente ad un'altra opera di Bozzalla ("Fra colori e vapori"). Sfuggita all'attenzione della critica, la tela è di alta qualità e costituisce un'interessante testimonianza del percorso dell'artista. La scena, ambientata nella piazza della parrocchiale di Saint Jean a Gressoney, è impostata su un ampio taglio orizzontale e trae forza dal contrasto tra l'atmosfera rarefatta, silenziosa, del primo piano ed il luminoso ed ampio scenario alpino che si intuisce dietro le costruzioni che limitano la visuale. Alla gamma raffinata della tavolozza, in cui prevalgono i toni freddi, si accompagna un attento studio della luce con un'adesione, seppure parziale, alla lezione divisionista. Tale spunto merita attenzione poichè appare isolato nella produzione dell'artista, o comunque circoscritto ad un numero limitato di opere tra le quali Luci mattutine, esposto alla Biennale di Venezia del 1922, e il relativo bozzetto preparatorio (per entrambe si veda Giuseppe Bozzalla. Mostra commemorativa per il primo centenario, Biella, 1974, n. 18 e 8, tav. pp43 e 42). Il netto differenziarsi di questo nucleo di dipinti dagli altri studi del Bozzalla, lascia sospettare una sorta di omaggio a Segantini, la cui pittura costituiva un punto di riferimento imprescindibile per chi intendesse accostarsi ai soggetti montani. A suggerire tale supposizione sono sia la data piuttosto avanzata delle opere in esame (1919 e 1922), che porta ad escludere una partecipazione diretta di Bozzalla al momento divisionista, sia l'ampia e precoce conoscenza delle opere di Segantini che egli ebbe attraverso il cognato, Felice Piacenza, che lo co nobbe recandosi sul Maloja nel 1893 ( a tale proposito si veda la testimonianza dello stesso Bozzalla in "Illustrazione Biellese", a IX, n. 1, gennaio 1939, p. 11). In conclusione, la particolarità dei riferimenti culturali che l'opera presenta contribuiscono ad arricchirne il fascino e l'interesse anche in rapporto al contesto locale
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100454359
  • NUMERO D'INVENTARIO 108
  • DATA DI COMPILAZIONE 1995
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2023
  • ISCRIZIONI in basso a destra - G. Bozzalla/1919 - corsivo - a pennello -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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