fermatenda, serie di Palagi Pelagio, Viscardi Giovanni Battista (secondo quarto sec. XIX)

fermatenda, post 1837 - ante 1838
Pelagio Palagi
1775/ 1860

Corpo a forma di cornucopia con fusto a sviluppo orizzontale, saliente nella parte terminale a vista, ornato da elementi fogliacei stilizzati. Una corona di foglie di acanto sorregge una sorta di cesto formato da petali di fiore che contiene diverse specie di frutta e fiori disposti con andamento piramidale. Si distinguono: uva con pampini, melagrane, mele. Alla sommità elemento a forma di pigna

  • OGGETTO fermatenda
  • MATERIA E TECNICA bronzo/ cesellatura
    bronzo/ doratura
    bronzo/ fusione
    METALLO
    bronzo/ stampaggio
  • ATTRIBUZIONI Pelagio Palagi: disegnatore
    Giovanni Battista Viscardi: bronzista
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Manifattura Di Giovanni Colla E Chiaffredo Odetti
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo di Palazzo Reale
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale
  • INDIRIZZO Piazzetta Reale 1, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il rinnovamento della “Camera di Studio di S.M.”, detta anche “la camera in cui S.M. lavora coi Ministri”, poi denominata Sala del Consiglio, venne avviato alla fine del 1836, quando Gabriele Capello detto il Moncalvo firmò il contratto per i lavori da eseguire, sia arredi fissi che mobili, tutti su disegno di Pelagio Palagi. I diversi manufatti vennero messi in opera principalmente nel corso del 1837-1838. Il repertorio figurativo e decorativo scelto per gli elementi d’arredo di questa sala rispecchiava pienamente la cultura di Palagi, appassionato ricercatore e collezionista di reperti antichi, ma anche uomo attento alle più moderne istanze della sensibilità romantica e del recupero del mondo classico filtrato attraverso la lezione rinascimentale. L’intervento fece parte di un più ampio progetto di riplasmazione degli ambienti seicenteschi del Palazzo, che aveva incluso anche le attigue sale del Trono e delle Udienze, fulcro del cerimoniale politico della reggia in età carloalbertina. Benché la storiografia non abbia ancora rilevato documentazione specifica sulla realizzazione della serie di “borchie”, come sono ricordate nei documenti, o meglio fermatende, la loro fattura e disegno appaiono del tutto coerenti con l’arredo della Sala. Gli inventari del Palazzo Reale di Torino ne riportano costantemente la presenza in questo ambiente a partire dalla loro prima compilazione sistematica nel 1879-1880 e testimoniano che questi manufatti furono realizzati in serie per essere utilizzati anche in altri ambienti del Palazzo. Con la nomina a “pittore preposto alla decorazione de’ Reali palazzi”, ricevuta nel 1834 dal sovrano, Palagi venne richiesto dall’amministrazione sabauda di ideare disegni progettuali per tutti gli elementi d’arredo, anche minuti, destinati al rinnovamento delle sale auliche di Palazzo Reale, dunque, dovette fornire anche quello per la serie in oggetto. Pertanto, è possibile ipotizzare una esecuzione delle borchie fermatende coeva all’intero mobilio della sala, realizzato tra il 1837 e il 1838. La loro esecuzione, trattandosi di lavori in bronzo dorato, potrebbe essere stato affidato alle ditte in quella fase operative in questo settore per conto di Palagi e della corte, ossia quella milanese di Giovanni Battista Viscardi, attivo sino alla metà dell’Ottocento, oppure quella piemontese di Colla e Odetti. La numerazione relativa alla sequenza inventariale (1880, 1908, 1966) è stata attribuita arbitrariamente all’esemplare in oggetto, dal momento che i numeri indicati negli inventari, forse apposti sul retro di esso, non sono visibili a una osservazione frontale
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100401048
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
  • ENTE SCHEDATORE Musei Reali - Palazzo Reale
  • DATA DI COMPILAZIONE 2018

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