Ritratto di Umberto I di Savoia-Catignano

disegno, post 1855 - ante 1858

Il personaggio è rappresentato stante, con il corpo frontale, il viso ruotato verso sinistra, come lo sguardo. Porta i capelli corti, sopra le orecchie, con scriminatura laterale. Indossa una camicia plissettata, cravatta, gilet abbottonato, dal quale pende la catena dell’orologio, giacca aperta, pantaloni e un cappotto aperto dalle ampie maniche, che scende sino alle ginocchia. Una mano è appoggiata su un fianco e tiene in mano uno spadino. L’altra è rappresentata sul piano di un tavolino dai sostegni torniti, raffigurato di scorcio. Su di esso sono appoggiati un calamaio con alcune penne, due contenitori con coperchio di forma, rispettivamente, arrotondata e parallelepipeda, un soprammobile e un vaso di fiori appena visibile. Sfondo unito di colore nocciola, lievemente sfumato. La miniatura è posta entro una cornice di formato e luce ovale, in ottone dorato. Battuta liscia.Fascia unica liscia

  • OGGETTO disegno
  • MATERIA E TECNICA carta/ acquerello
  • AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Castello Reale
  • INDIRIZZO Via Francesco Morosini, 3, Racconigi (CN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’opera, secondo quanto indicato sul retro della cornice e dell’inventario compilato da Noemi Gabrielli nel 1951, raffigura Umberto I di Savoia (Torino, 1844-Monza, 1900) trascorse la sua infanzia. Prese parte alle guerre d’’indigenza, distinguendosi nelle battaglie di Custoza e di Villafranca. Nel 1868 sposò la cugina Margherita di Savoia-Genova. Nel 1871, con la famiglia reale si trasferì a Roma, dove, sette anni più tardi, salì al trono. Gli anni del suo regno furono dedicati alla formazione delle nuova nazione e della sua identità; con la famiglia visitò gran parte della penisola, ammirandone le sue bellezze, verificandone le problematiche e rischiando più volte la vita, come nel 17 novembre 1878 quando rischiò di esser pugnalato a Napoli. Furono anni di trasformazione, l’identità della nuova nazione andava a delinearsi; la figura del sovrano e della sua sposa cercarono di fungere da elemento unificante del popolo e dell’aristocrazia. La coppia seppe rappresentare bene l’unità, come il ruolo imponeva, e dunque in pubblico risultava perfettamente affiatata seppur nel privato così non fosse fino in fondo.Nei momenti di riposo amava andare a caccia e nei mesi estivi soleva ritirarsi nella Villa Reale di Monza, da lui profondamente rinnovata, residenza adiacente alla villa della sua amata, la duchessa Litta. Qui la famiglia reale trascorreva le villeggiature, e proprio in questa cittù, la sera del 29 luglio del 1900 fu colpito a morte dai colpi di rivoltella di Gaetano Bresci sulla sua carrozza scoperta. Considerando l’età dell’effigiato, tra la fine dell’infanzia e la prima adolescenza, è possibile ipotizzare che l’opera, molto vicina, per la ricerca di dettagli e verosimiglianza a un dagherrotipo, sia stata eseguita in Piemonte, dove trascorse questa fase della sua vita e che l’opera sia stata realizzata intorno al 1855-58. La tela si colloca in una sala che venne riallestita all’inizio del Novecento, in una fase in cui, dopo decenni di abbandono e dopo l’assassinio di Umberto I a Monza, che determinò l’abbandono della villa lombarda come luogo di villeggiatura della famiglia reale, il castello di Racconigi fu oggetto di un nuovo interesse da parte dei Savoia. Gli appartamenti dell’area di ponente furono destinati a ospitare principi in visita o ospiti illustri. Successivamente, a partire dagli anni Trenta del Novecento, subirono ulteriori trasformazioni, dopo la donazione della residenza al principe ereditario Umberto II. La serie dei ritratti degli infanti di Casa Savoia di varia epoca qui posizionati, rientra, probabilmente, tra gli acquisiti effettuati da parte di Umberto II dagli anni Venti del Novecento per completare la quadreria dinastica
  • TIPOLOGIA SCHEDA Disegni
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100399700
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Castello di Racconigi
  • ENTE SCHEDATORE Castello di Racconigi
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016
  • ISCRIZIONI verso, cornice, al centro - R 2868 (giallo) - maiuscolo/ numeri arabi - a pennello - non determinabile

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