San Francesco d’Assisi e Santa Chiara con stemma di Savoia

dipinto, post 1590 - ante 1610

Composizione a sviluppo orizzontale. Al centro è dipinto uno stemma di Savoia inquartato, fregiato del collare dell’ordine della SS.ma Annunziata e accompagnato da un cartiglio. Al di sopra è dipinta una corona chiusa, sorretta da due figure di santi, sedute tra nubi e disposte simmetricamente. A sinistra, con il capo circonfuso da luce e tonsurato, San Francesco. La mano libera mostra le stigmate, analogamente al dorso dei piedi. Indossa il saio. Sulla destra, con un ramo di giglio in mano, dipinta santa Chiara, con l’abito dell’ordine da lei stessa fondato. La tela è posta entro una cornice di formato e luce rettangolare in legno intagliato e dorato. Battuta liscia; fascia unica scolpita con motivo a coppie di foglie che si dipartono da infiorescenza collocata nel punto mediano di ciascun lato

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • MISURE Altezza: 146.5 cm
    Larghezza: 114 cm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Castello Reale
  • INDIRIZZO Via Morosini 3, Racconigi (CN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La complessa e inconsueta scena allegorica abbina i due santi fondatori dell’ordine maschile e femminile francescano, Francesco d’Assisi (1182-1226) e Chiara d’Assisi (1193-1253), riconoscibili dall’abito e dai rispettivi attributi, a una celebrazione della dinastia sabauda, allusa dallo stemma posto al centro. Quest’ultimo, propone la versione inquarta con le armi sassoni, quelle del Chiablese e Aosta, con la Savoia sul tutto, utilizzato dal duca Emanuele di Filiberto di Savoia (1528-1580). Il motto su cartiglio sottostante, non pienamente leggibile, non è stato identificato. Potrebbe trattarsi, dal momento che le indicazioni inventariali poste sul retro della tela riconducono a un arrivo della stessa al castello solamente nella prima metà del Novecento, di una tela originariamente collocata presso una sede dell’ordine dei frati minori che aveva goduto di un particolare beneficio da parte del duca Emanuele Filiberto, di cui, tuttavia, non è al momento nota una particolare venerazione per Francesco e Chiara d’Assisi. L’opera, per impostazione, stile nella resa dello stemma e delle figure di santi, è compatibile con una esecuzione alla fine del XVI secolo-inizio del secolo successivo. La corona chiusa, simbolo della dignità regia, dipinta con toni e cromie nettamente differenti, deve ritenersi un’aggiunta decisamente posteriore, risalente al XIX-XX secolo. La tela è allestita all’interno di una ampia serie iconografica sabauda che include principalmente opere risalenti al XVII secolo, benché esse rappresentino esponenti del casato a partire dall’età medievale. La maggior parte dei dipinti pervennero in questa sede a seguito del dono del castello di Racconigi al principe di Piemonte Umberto di Savoia da parte di suo padre, Vittorio Emanuele III, nel 1929. Il primo volle collocare in questa residenza, analogamente a quanto dispose per i suoi appartamenti in Palazzo Reale a Torino, le sue raccolte di iconografia sabauda e dinastica, con attenzione anche alle famiglie regnanti che, nei secoli, avevano stretto alleanza con Casa Savoia. Queste opere, collezionate a partire almeno dal 1919, pervennero a Racconigi per selezione dall’arredo di altre residenze sabaude dei territori ereditari o acquisite dopo l’unità d’Italia, oppure furono donate o ancora acquistate sul mercato antiquario, o da famiglie dell’aristocrazia piemontese e del territorio nazionale. L’allestimento della Galleria cosiddetta dei ritratti, collocata nel padiglione di levante con prosecuzione nell’attigua galleria dei cardinali, è attestato nell’inventario stilato da Noemi Gabrielli all’inizio del sesto decennio del Novecento
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100399610
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Castello di Racconigi
  • ENTE SCHEDATORE Castello di Racconigi
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016

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