ritratto di Maria di Borbone-Soissons
Maria di Borbone-Soissons è rappresentata stante, a figura intera, con taglio di lieve tre quarti. Lo sguardo è rivolto verso l’osservatore. Porta una parrucca con scriminatura centrale e boccoli sino alle spalle. Sul capo poggia un velo nero che scende dietro alla schiena. Indossa una veste dall’ampio scollo ovale, parzialmente coperto da pizzo che conclude anche con due balze le ampie maniche. Sul petto è appuntato un gioiello con brillanti. Alla cintura pende una chatelaine. Una mano trattiene una coppia di guanti e l’altra un ventaglio di piume, rivolto verso il basso. La figura è collocata in una sorta di loggiato e di fianco a lei, a sinistra, è dipinto un cane al passo. Posteriormente, al centro, la scena è conclusa da un ampio tendone drappeggiato e sollevato che lascia vedere parte di un bassorilievo nello zoccolo con eroti che giocano con una ghirlanda. Sulla sinistra, una scalinata dalla quale si accede a un parco con alberi ad alto fusto dietro i quali, sullo sfondo, si vede un paesaggio con corso d’acqua, montagne alpine e ampio brano di cielo solcato da nubi
- OGGETTO dipinto
-
MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
- AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Castello di Racconigi
- LOCALIZZAZIONE Castello di Racconigi
- INDIRIZZO Via Francesco Morosini, 3, Racconigi (CN)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La tela, che raffigura Maria di Borbone-Soissons, in pendant con quella del marito, Tommaso di Savoia-Carignano (anche se di differenti dimensioni, accomunate dalla medesima tipologia di cornice, commissionata da Carlo Alberto), fa parte di un nucleo di ritratti di esponenti della Casa di Savoia-Carignano, di cui Tommaso fu il primo principe. Questo gruppo di dipinti è stato ricollocato in questo ambiente (oggi stanza n. 22, al secondo piano del castello) nel 2010, partendo dalle descrizioni degli inventari storici che ne attestano la presenza fin dal 1838. Tale inventario è il primo a registrare l’assetto interno assunto dalla residenza a distanza di sette anni dall’ascesa al trono di Carlo Alberto. L’ambiente, definito “Sala di Ricevimento comune alli detti appartamenti” a sinistra della “Gran Sala d’Accesso” al secondo piano, ospitava a quella data altri 18 ritratti di principi e principesse di Savoia-Carignano, tutti con cornice in legno dorato con ornati in pastiglia, completata da una targa con l’iscrizione del nome dell’effigiato. La quadreria di cui questo dipinto fa parte, attesta la volontà di Carlo Alberto di presentare, nella sala che dava accesso al proprio appartamento, i ritratti del ramo della famiglia a cui apparteneva. Lo stesso assetto è testimoniato anche nel successivo inventario del 1850, con l’incremento dei ritratti del sovrano e della propria consorte, Maria Teresa di Toscana. La guida alla residenza stilata da Giuseppe Casale (1873), conferma questa disposizione, registrando anche la presenza, in questo stesso ambiente, dei ritratti dei più recenti esponenti della Casa. Maria di Borbone Soissons (Parigi, 1606-1692) era figlia di Carlo di Bourbon, conte di Soissons e di Dreux, e di Anna di Montafia. Nel 1625 sposava Tommaso di Savoia-Carignano, che in seguito avrebbe seguito costantemente (finendo anche prigioniera per tre anni in Spagna, nel castello di Odon, a causa delle posizioni a sostegno della Francia assunte da Tommaso). Nel 1641 ereditava dal fratello la contea di Soissons; dopo la morte del consorte si stabilì a Parigi all’Hotel de Soissons. Maria ebbe sei figli, tra cui Emanuele Filiberto, detto il Muto, con cui proseguì la dinastia dei Savoia- Carignano, ed Eugenio Maurizio, capostipite del ramo cadetto di Carignano-Soissons, di cui allevò a Parigi i figli, dopo la fuga di Olimpia Mancini, accusata di essere implicata nel cosiddetto “affare dei veleni” nel 1672-1676. L’opera mostra la principessa in età matura e in abiti vedovili, secondo un’iconografia diffusa da diversi esemplari, alcuni dei quali conservati anch’essi nel castello di Racconigi (si veda in particolare la tela R 6753). I caratteri stilistici dell’opera inducono a ipotizzare una stesura ottocentesca (si vedano l’ambientazione architettonica e il brano di paesaggio), analogamente a quanto potrebbe essere avvenuto anche per altre tele della serie dinastica presenti nel salone, come il ritratto del suo nipote, il grande condottiero Eugenio di Savoia-Soissons, realizzate nei primi decenni del XIX secolo con lo scopo di completare la serie genealogica, durante il riallestimento degli ambienti di epoca carloalbertina. Il ritratto oggetto della scheda è citato in un contratto datato al 31 gennaio 1834 che attesta l’esecuzione delle due grandi cornici, su disegno di Pelagio Palagi, che ancora oggi racchiudono sia questa tela, sia quella raffigurante il principe Tommaso. Le cornici, in legno intagliato e dorato, di tipologia a gola, presentano la fascia interna filettata e la fascia centrale liscia con motivo angolare a palmetta da cui si dipartono girali vegetali; la fascia esterna è perlinata. Sul lato breve superiore, al centro, un’iscrizione in lettere capitale identifica il nome dell’effigiata. Le due cornici sono opera di Luigi Formento fu Marco “scultore in legno”; ognuna venne pagata £ 230. Il contratto rileva anche la presenza delle “due cartelle sculturate per essere collocate colle rispettive inserzioni una in calce del quadro suddetto, l’altra sotto quello rappresentante il ritratto del Principe Tommaso” [NSC aggiornate da Laura Gallo nel 2026]
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100399425
- NUMERO D'INVENTARIO R 7842
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Castello di Racconigi
- ENTE SCHEDATORE Castello di Racconigi
- DATA DI COMPILAZIONE 2016
-
DATA DI AGGIORNAMENTO
2026
- ISCRIZIONI verso, tela, in basso, a sinistra - R 7842 (giallo) - capitale - a impressione - italiano
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0