Madonna con Bambino in trono con angeli tra Santa Caterina e San Gaudenzio

dipinto, ca 1350 - ca 1399
Niccolò Di Tommaso
notizie dal 1346-1375

DIPINTO: trittico ligneo con cornice cuspidata. Sul tre traverse orizzontali

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a tempera
  • MISURE Altezza: 163 cm
    Spessore: 8 cm
    Larghezza: 149 cm
  • ATTRIBUZIONI Niccolò Di Tommaso: pittore
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Nardo Di Cione, Maniera
    Nardo Di Cione, Imitatore Del Xix Secolo
    Nardo di Cione
    Orcagna Andrea
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Reale
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale
  • INDIRIZZO Piazzetta Reale 1, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE In data imprecisata l'opera entrò a far parte della collezione dell'industriale e avvocato piemontese Riccardo Gualino (Biella 1879 - Firenze 1964). Il trittico, attribuito a Andrea Orcagna, venne notificato a Gualino il 6 novembre 1921 nel castello di Cereseto, dove era posto nell'"atrio dello scalone" come documenta una foto del tempo (Rosalba Tardito Amerio, 'La donazione Gualino alla Galleria Sabauda. La donazione' in 'Dagli ori antichi agli anni Venti' 1982, pp. 13-14, fig. p.37). Lionello Venturi, nel catalogo della Collezione Gualino del 1926, assegna il trittico a Nardo di Cione riscontrando un'affinità stilistica con gli affreschi della cappella Strozzi in Santa Maria Novella raffiguranti "Il Giudizio Universale, il Paradiso e l'Inferno" che nel frattempo avevano avuto un passaggio di attribuzione da Andrea di Cione a Nardo suo fratello maggiore sulla base dei 'Commentari' di Lorenzo Ghiberti. Nel 1930 Riccardo Gualino - in seguito al successo riscosso dalla esposizione di parte della sua collezione tenuta in Galleria Sabauda due anni prima - decideva di donare alla Galleria una cospicua parte di quelle opere, fra cui questo dipinto nonostante non risulti menzionato nel catalogo dell'esposizione a cura dello stesso Venturi (1928). Il trittico veniva registrato nell'inventario della Galleria Sabauda con l'attribuzione a Nardo di Cione (registrazione degli anni 1941-42). E' fra le 49 opere che nel 1933 (con due spedizioni, il 7 marzo e il 21 luglio) vengono inviate a Londra per arredare la sede dell'Ambasciata italiana in Grosvenore Square, ma nel 1934 ritorna in Italia con un'altra decina di pezzi che erano risultati inadatti alla sistemazione degli ambienti. Tale gruppo di opere, ancora a disposizione del Ministero degli Esteri nel novembre del 1934, rischiava di essere spedito all'ambasciata di Berlino (Anna Imponente, 'La donazione Gualino alla Galleria Sabauda. Dal 1933 al 1958' in 'Dagli ori antichi', Milano 1982, pp. 38-40). Il dipinto non pare godere di molta fortuna: nel catalogo di Guglielmo Pacchioni del 1938 si legge che non è esposto ma posto nelle sale di consultazione. Questo ancora risulta nel catalogo Pacchioni del 1951 e in quelli di Noemi Gabrielli del 1959 e 1965, dove il dipinto è sempre attribuito a Nardo. Tuttavia nel catalogo dei maestri italiani del 1971 Gabrielli sostiene che possa trattarsi di un "imitatore" di Nardo di Cione della fine del XIX secolo, senza motivare la sua proposta. Diversamente Miklòs Boskovits (1975) riferisce il dipinto a Niccolò di Tommaso, artista fiorentino influenzato da Nardo di Cione, le cui notizie sono limitate agli anni 1345-1376. Tale opinione è seguita dalla critica successiva e riportata nella documentazione della Fototeca della Fondazione Zeri
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100350909
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali-Galleria Sabauda
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 2012

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