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bandiera, 1821 - 1821

Bandiera realizzata con taffetas ora écru, beiges e azzurro, ricamati con la tecnica dell'intarsio, formando al centro una croce, agli angoli motivi a stella e, lungo il bordo, un sinuoso nastro azzurro. Le cuciture sono rifinite con oro filato. E' presene uno scudo, posto in un angolo, ricamato in seta nera e azzurra. Vena (?) in taffetas azzurro ad andamento rettangolare

  • OGGETTO bandiera
  • MATERIA E TECNICA seta/ taffetas
    seta/ ricamo
    seta/ ricamo in oro
    seta/ ricamo in seta
  • ATTRIBUZIONI Pellengo Giovanni (notizie 1814-1815): tappezziere
    Sinsan Gaestano (notizie 1815-1823): ricamatore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo Armeria Reale
  • LOCALIZZAZIONE Armeria Reale
  • INDIRIZZO p.zza Castello, 191, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il manufatto così doveva apparire: drappo con due punte al flottante, con larghezza massima (in corrispondenza di ciascuna delle due punte) di 86 cm, larghezza minima (in corrispondenza dell'incavo tra le due punte) 52 cm, altezza 60,2 cm , il cui colore di fondo era rosso. Ai quattro angoli del drappo erano poste cinque (al 1° e 4°) o tre (al 2° e 3°) fiamme ondeggianti turchine e orlate d'argento. Sovrapposti alle fiamme ondeggianti erano situate al 2° e 3° al flottante e 4° all'asta delle stelle bianche orlate d'argento. Al primo all'asta era posto uno scudo con cornice dorata nel quale è ricamata l'arme del Genevois inquartata con Bresse. Al 2° al battente era posto un secondo scudetto, con ricamato in nero sul campo bianco il predicato del reggimento: "DRAGONI DEL GENEVOIS". Tutto il drappo era bordato dal "bordo ondeggiante alla sarda", bianco, ornato in pieno da una striscia ondeggiante di tessuto azzurro, appuntato ai quattro angoli. A sua volta il bordo era orlato d'oro. Al lato verticale era cucita la vena di taffetas azzurro che serviva ad inserire il drappo sull'asta. La cornetta fu confezionata a Torino dal tappezziere Giovanni Pellengo e ricamata dal ricamatore Gaetano Sinsan nella tarda estate del 1821. Fu ritirata nel 1832, quando Carlo Alberto decise di lasciare in dotazione ai reggimenti di cavalleria il solo stendardo reale. Rimase di proprietà del colonnello comandante e raggiunse l'Armeria nel 1878 (Corrispondenza, fascicolo 404). Bibliografia: A. Angelucci, Catalogo della Armeria Reale illustrato con incisioni compilato dal maggiore Angelo Angelucci per carica del Ministero della Casa Reale, Torino 1890; C. A. Gerbaix de Sonnaz, Bandiere, stendardi e vessilli di Casa Savoia dai Conti di Moriana ai Re d'Italia (1200 - 1861). Tipografia degli Artigianelli, Torino 1911; E. Ricchiardi, Bandiere e stendardi dell'Esercito Sardo (1806 - 1866). In prep. In collaborazione con la Regione Piemonte.Centro Studi Piemontesi, Torino.||Riferimenti Archivio Storico dell'Armeria Reale: Corrispondenza, fascicolo 404.||||||||||||||||||Bibliografia
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100216738
  • NUMERO D'INVENTARIO O.082
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 2010
  • STEMMI su un angolo, fronte e verso - provinciale - Stemma - Genevese - 2 - Stemma inquartato 1° e 4° del Genevese a scaccho azzurro e oro, 2° e 3° di bianco ad una banda azzurra accompagnata da due leomi rampanti neri linguati di rosso
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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