motivi decorativi architettonici

dipinto,
Galliari Giovannino
1746/ 1818

La decorazione finge una volta a cassettoni e si articola in riquadri geometrici, ornati da rosette ed elementi vegetali, disposti su tre fasce orientate in senso nord-sud e due ad esse perpendicolari delimitate da cornici con motivi ovali. La fascia mediana presenta al centro un decoro ottagonale con girali vegetali mentre le due laterali recano un finto oculo ovale. Le quattro lunette angolari, delimitate dalle stesse cornici con ovali presenti ai lati delle fasce, presentano lo spazio interno suddiviso a metà

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA muratura/ pittura a tempera
  • ATTRIBUZIONI Galliari Giovannino
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo dell'Accademia delle Scienze
  • INDIRIZZO via Accademia delle Scienze, 6, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La decorazione del salone centrale, realizzata in seguito ai progetti elaborati dall'architetto Mario Ludovico Quarini per l'insediamento dell'Accademia nell'edificio del Collegio dei Nobili nel 1784, fu commissionata a Giovannino o Giovanni Galliari, nato a Treviglio il 18 agosto 1746 dal famoso scenografo e quadraturista Fabrizio. Appartenenti alla famiglia Galliari, responsabile della produzione di scenografie per cinquant'anni al Teatro Regio di Torino, Giovannino e il fratello Giuseppino furono gli ultimi della dinastia ad operare per le stagioni operistiche del principale teatro della città. La bibliografia ricorda alcune opere di Giovannino in musei torinesi: i bozzetti per l' "Idalide" di Rispoli in scena al Regio nel 1786, per "La clemenza di Tito", per il ballo "L'Orfano della China" nella stagione 1789-90, per il ballo "Il re alla caccia" nel 1790 e per "Alessandro nelle Indie" nel 1798 (cfr. A. Basso, a cura di, "Il Teatro Regio di Torino 1740-1990. L'arcano incanto", Milano 1991, pp. 445-6; 465-6; cat. n. V. 10 e V. 12). Tra le imprese decorative attribuitegli si segnalano il progetto per la facciata della chiesa di San Lorenzo ad Andorno nel 1794 (cfr. voce biografica compilata da V. Terraroli per il "Dizionario biografico degli italiani", Roma 1998, vol. 51 p. 644), i dipinti nel Duomo e quelli nella casa Ferrero della Marmora a Biella (cfr. M. Viale Ferrero, "La scenografia del '700 e i fratelli Galliari, Torino 1963, pp. 59-60).Per la ricostruzione delle varie fasi progettuali della decorazione del salone delle adunanze, dalla redazione di diversi disegni di Mario Quarini alla realizzazione delle finte architetture da parte di Giovannino Galliari si rimanda a A. Cavallari-Murat, "Architettura dipinta e architettura costruita nel confronto Galliari- Quarini del 1786-87" in "Studi piemontesi", Torino 1979 v. 8, fasc. 2 pp. 325-334. Oltre alla serie di tavole citate dallo studioso, conservate nella collezione Simeom presso l'Archivio Storico del Comune di Torino, si segnalano altri due elaborati grafici del Quarini comparsi sul mercato antiquariale nel 1999, di cui rimane documentazione fotografica nell'Archivio della Galleria Sabauda.Già nella scheda redatta da Baudi di Vesme, sulla base di Casalis e De Gregory, era menzionata la decorazione dell'Accademia (cfr. A. Baudi di Vesme, "Schede", Torino 1966, pp. 490-501), dove Galliari "centra lo spazio dell'aula e lo dilata sul filo esatto dell'immaginario erudito; introduce a fondale l'abside di un tempio a cupola, alleggerito con lesene nitide, a finto paramento murario, una trama luminosa di velature in grigio e verdino" (cfr. Andreina Griseri "Veritas et Utilitas. Un traguardo da Guarini al Settecento" in "Tra società e scienza. 200 anni di storia dell'Accademia delle Scienze di Torino", catalogo della mostra, Torino 1988, p. 26). La bibliografia indica come fonti archivistiche il verbale dell'adunanza del 30 novembre 1787, in cui fu deliberata la concessione a Giovannino Galliari di una "medaglia d'oro in contrassegno dell'universal gradimento intorno a lavori da lui messi in opera nel salone", e un pagamento di £. 1000. Nel corso della ricerca d'archivio sono stati reperiti due pagamenti del 1787 ed uno del 1788, per lire 1500 complessive, al "Pittore Gio. Galliari come da ordinato sig.to Morozzo" (cfr. AASTO/ cat. 11 "Situazione finanziaria" classe I m. 344 "Documenti contabili" 1783-1800, fasc. 5 "Libro delle Spese per la Reale Accademia delle Scienze principiato li 22 novembre dell'anno 1783"-1799). Il primo acconto fu versato su quietanza del 25 luglio 1787 ed il saldo su nota del 16 gennaio 1788, cui seguì una "gratificazione accordata al Pittore Gio. Galliari come da mandato sig.to Morozzo, e sua quitt.a delli 27 gennaio ... [1789] per £. 250". La campagna decorativa dunque fu compiuta nell'estate del 1787, dal momento che a novembre i lavori erano già conlusi.Il pittore, "aggiornato sul dibattito del neoclassico" con predilezione per gli "ornamenti del Borra, apprezzato nelle dimore inglesi", nel "disegno della volta a cassettoni, intervallato da motivi solari geometrici, orienta ad evidenza verso le prospettive esatte dell'architetto Filippo Castelli... In conclusione era evidente un deciso legamento con il repertorio dello stile Luigi XVI, passato da Parigi a Londra a Berlino a favore delle Reali Accademie illuministe. L'insieme era stato apprezzato e il Galliari aveva ricevuto", oltre alla suddetta medaglia, anche "un sonetto d'accompagno, <>, dell'Arcade Dorino, Giovanni Battista Ghio, pubblicato in un fregio del Valperga nel 1787" (cfr. ibidem, p. 29; foto a p. 17 ). Prosegue in Osservazioni
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico non territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100206546-0
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 2003
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
  • LICENZA CC-BY 4.0

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