San Filippo Neri ha la visione della Madonna con Bambino

stendardo processionale 1850 - 1899

Stendardo in velluto rosso, animato da grandi fiori rosa e foglie verdi, ricamate a punto pittura, che incorniciano il gros de tour marezzato applicato al centro. Sul gros de tour color crema è dipinta la scena dell'apparizione della Vergine a San Filippo Neri, vestito con una pianeta operata indossata sulla casula bianca, inginocchiato. Sulla sua sinistra, in alto, si sporge la Vergine, avvolta in un manto azzurro, con in braccio il Bambino. Sotto di lei, tre cherubini; altri tre, meno visibili, si intravedono in alto a destra. Un'alta frangia è cucita lungo il bordo inferiore dello stendardo. Lo stendardo è ancorato ad un bastone in ottone, da cui pendono due cordoni dorati con nappe terminanti

  • OGGETTO stendardo processionale
  • MATERIA E TECNICA filo dorato
    ottone/ doratura
    seta/ gros de Tours
    seta/ marezzatura
    seta/ pittura
    seta/ velluto/ ricamo
  • MISURE Altezza: 156
    Larghezza: 79
  • AMBITO CULTURALE Produzione Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Si tratta di uno stendardo destinato ad essere portato in processione dai membri dell'Oratorio di San Filippo Neri in Torino. Esso consiste in un drappo in gros de tour rigorosamente rosso; infatti, il rosso era il colore assegnato agli Oratoriani da papa Gregorio XV, che aveva distribuito a ciascuna congregazione un proprio colore, da utilizzare per l'esecuzione di tutti i paramenti liturgici e le stoffe decorative in uso durante le celebrazioni (La regola e la fama. San Filippo Neri e l'arte, catalogo della mostra, Roma 1955, p. 457). La particolarità di questo stendardo processionale è quella di proporre una delle immagini più importanti della prima iconografia di San Filippo, una sorta di immagine-simbolo della sua fama, codificata da Guido Reni nel dipinto "Madona con Bambino e San Filippo Neri". L'opera, conservata a Roma nella chiesa di Santa Maria in Vallicella ed eseguita tra il 1614 e il 1615, presenta la stessa tipologia nell'impostazione delle figure e nella loro disposizione, la stessa vivacità della cromia e, addirittura, lo stesso identico modo di rendere la lavorazione della pianeta indossata da San Filippo (Ibidem, p. 535). L'iconografia utilizzata dal Reni ha, tuttavia, origini ben più antiche e riprende modelli da tempo codificati (si veda la stampa di primo Seicento eseguita da Antonio Tempesta, a sua volta derivante da un originale perduto del Pomarancio) e divulgati, durante i secoli, dalla stampa di traduzione (O. Melasecchi, Nascita e sviluppo dell'iconografia di San Filippo Neri dal Cinquecento al Settecento, ibidem, pp. 34-49). L'adesione ai modelli antichi da parte dell'ignoto autore Ottocentesco del drappo è testimoniata anche dalla scelta di rappresentare "l'estasi" del Santo e non la "Visione" della Madonna (iconografia che si afferma solo a partire dal periodo barocco), come testimoniato dal fatto che il Neri non rivolga lo sguardo alla Vergine, ma lo indirizzi verso il cielo. La presenza, per così dire "accessoria" nella composizione, di Maria viene spiegata dal Bacci proprio in relazione alla devozione di San Filippo per la figura mariana: "dovendosi, dopo la beatificazione [...] esporre il quadro nella sua cappella, non per altro deliberarono i padri che si dipingesse l'Immagine della Gloriosa Vergine, se non perchè si ricordavano quanto Filippo [...] fosse stato per così dire innamorato" (Bacci, La vita di San Filippo Neri fiorentino fondatore della Congregazione dell'Oratorio accresciuta di molti fatti e detti dello stesso santo...con l'aggiunta di una breve notizia di alcuni suoi compagnii per l'opera del rev. P. maestro F. G. Ricci, Roma 1837, p. 37)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100175889
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 2001
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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