ancona, insieme di Tiberino Bartolomeo (secondo quarto sec. XVII)

ancona, 1625 - 1649
Bartolomeo Tiberino
1584 ca./ 1654

Predella rettangolare con pannelli con litanie della Vergine. Lesene laterali con festone, basamento, testa di cherubo e un angelo a figura intera. Lateramente alle lesene una successione di volute e teste di cherubi. Sul basamento del timpano una colomba dello Spirito santo. Timpano spezzato con due volute. Al centro un Padre Eterno, sui lati due angeli

  • OGGETTO ancona
  • MATERIA E TECNICA legno/ intaglio/ scultura/ pittura/ doratura
  • MISURE Altezza: 360
    Lunghezza: 220
  • ATTRIBUZIONI Bartolomeo Tiberino
  • LOCALIZZAZIONE Bolzano Novarese (NO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'attuale collocazione dell'ancona comprensiva del dipinto è citata per la prima volta nella visita pastorale del 1761, ma è ignorata nelle ricognizioni pastorali precedenti. Nell'inventario del 1659 «sopra la sedia del rettore» è ricordato « un quadro grande dove vi è dipinta la Beata Vergine col Bambino Gesù e San Francesco», quadro di cui si sono perse le tracce. Sorge il dubbio che l'ancona in esame corrispondesse con quella racchiudente tale quadro, ma non abbiamo elementi tali da confortarci in siffatta ipotesi. Ulteriore ipotesi possibile è che la cornice fosse inizialmente ubicata nella cappella del Rosario con la statua della Madonna al centro e ai lati le due statue di San Domenico e Santa Caterina poste sui due prolungamenti alle estremità laterali della predella. Su questa poi sono presenti una serie di simboli riportanti alle litanie della Vergine che supportano comunque la tesi di un utilizzo dell'ancona per un altare dedicato alla Madonna, se pure le stesse litanie erano solitamente associate all'Immacolata, più che non alla Vergine del Rosario. Nessun aiuto viene dalla identificazione del committente, tal Domenico Bona, esponente di una famiglia di Bolzano novarese,di cui a metà 600 è solitamente citato Antonio, autore di alcuni legati a favore della parrocchia. Gli elementi tipologici e stilistici della cornice richiamano i modi di Bartolomeo Tiberino, intagliatore forse milanese ma residente ad Arona, il cui accertato intervento nell'ancona dell'altare maggiore di San Giuseppe a Vacciago permette di attribuirgli anche la paternità di questa ancona. I confronti si pongono soprattutto negli angiolini e nel Padre Eterno
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100175170-0
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 2000
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • ISCRIZIONI nel mezzo delle due lesene - DOMINICUS BONA F. F - lettere capitali - a incisione - latino

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