paramento liturgico, insieme - manifattura piemontese (primo quarto sec. XX)

paramento liturgico 1900 - 1924

Il paramento è composto da: pianeta, stola, manipolo, velo di calice, borsa. Fondo in taffetas marezzato avorio. Ricami in fili di seta policromi a punto catenella e punto lanciato, filo dorato filato a filo disteso. Gallone al telaio in tela di cotone giallo con filo dorato lanciato, motivo a ovale che incornicia delle foglie a palmette stilizzate. Fodera in diagonale di cotone giallo

  • OGGETTO paramento liturgico
  • MATERIA E TECNICA cotone/ tela/ diagonale
    filo di cotone/ lavorazione a telaio
    filo dorato/ lavorazione a telaio
    seta/ ricamo a punto catenella
    seta/ ricamo a punto lanciato
    seta/ ricamo in oro
    seta/ ricamo in seta
    seta/ taffetas
  • MISURE Altezza: 100.5
    Larghezza: 77
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'esilità e la rigidezza simmetrica delle volute, l'uso del fondo bianco marezzato, sono caratteristiche proprie dei manufatti tessili ad uso liturgico del primo Novecento. Il ricamo è stato probabilmente eseguito da un ricamatore piemontese.La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142241-0
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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