Cristo crocifisso

croce 1750 - 1799

Base gradinata su cui si eleva la croce conficcata in un breve cumulo di roccia (simulante il Monte del Calvario) con Cristo scolpito a tuttotondo. Cristo dolente con il capo riverso sulla spalla destra. Gambe fortemente piegate con i piedi incrocuiati conficcati da un unico chiodo. Perizoma bianco annodato sul fianco destro

  • OGGETTO croce
  • MATERIA E TECNICA legno/ intaglio/ pittura/ scultura
  • MISURE Profondità: 49.5
    Altezza: 275
    Larghezza: 125
  • AMBITO CULTURALE Bottega Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE In una fotografia conservata presso la SBAS di Torino, risalente all'antecedente, quindi prima dell'incendio che nel 1943 distrusse il coro e gli arredi lignei dell'altare maggiore, si nota che il Crocifisso era posto sul lato destro della porta nord-ovest che immette nel vestibolo di accesso alla sacrestia. Si trattava di una collocazione precaria certo non quella originariamente assegnatagli, che resta sconosciuta, anche se per le dimensioni e per l'accurata esecuzione dell'oggetto, si può sospettare che non fosse secondaria.La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142159
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • ISCRIZIONI su titolo - INRI - lettere capitali -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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